“La cravatta nuoce alla salute, via dagli ospedali”, parola di ministro Ferruccio Fazio

Pubblicato il 15 luglio 2010 9:58 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 15:28

Nuoce gravemente alla salute. Dei pazienti. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio punta il dito contro uno dei simboli dell’eleganza maschile. Per il ministro, infatti, la cravatta è un ricettacolo di germi, ” la maggiore fonte di infezioni che esista sul corpo di un uomo”. Il motivo è presto detto: è un indumento che si cambia tutti i giorni ma che non si lava quasi mai. I batteri, quindi, si accumulano e prosperano sul fazzoletto di stoffa che ogni uomo con pretesa di essere elegante si allaccia al collo.

Per Fazio, quindi, non ci sono dubbi: “Via la cravatta dagli ospedali”. Parlando in radio nella trasmissione “Un giorno da pecora” il ministro ha spiegato: “Il problema  è che la cravatta è sempre la stessa. La cambi ogni giorno ma non la lavi mai. E non puoi certo sterilizzarla ogni volta”. L’idea, per ammissione dello stesso ministro non è originalissima ma viene dalla Gran Bretagna dove la cravatta in ospedale è off-limits dal 2006, grazie ad una direttiva della British Medical Association che metteva al bando gli indumenti “non funzionali e a rischio di proliferazione batterica”.

Il problema igiene negli ospedali, in ogni caso, esiste ed è serio: secondo uno studio dell’ospedale romano Spallanzani ogni anno le infezioni ospedaliere causano tra i 4.500 e i 7mila morti in Italia. Per arginare il dato non basta togliersi le cravatte.  Secondo il direttore del reparto di malattie infettive all’ospedale Amedeo d’Aosta Giovanni Di Perri ci sono problemi molto più seri della cravatta, ad esempio i telefoni cellulari. I medici li portano in tasca anche in sala operatoria e dal punto di vista igienico non è certo il massimo. “Stiamo per iniziare uno studio proprio sui cellulari – spiega il medico, per vedere – quanti batteri ospitano e come vengono usati all’interno degli ospedali”.

Fondata o meno che sia, la “scomunica” del ministro sembra arrivare fuori tempo massimo. La cravatta, infatti, come diffusione ha decisamente vissuto giorni migliori. Obbligatoria insieme all’abito scuro fino a qualche anno fa, ora sembra cedere il passo. Nel film noir degli anni ’60 (“Le doulos” solo per fare un esempio) la cravatta era d’obbligo anche per la malavita, la usavano anche i rapinatori durante i “colpi”. Oggi, invece, sta cadendo anche il tabu Parlamento. E, di certo, non per preoccupazioni igienico – sanitarie

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