Prevedere una malattia insidiosa con un semplice esame del sangue - Blitzquotidiano.it
Un semplice esame del sangue può prevedere una malattia molto insidiosa: perché farlo e quando.
Un recente studio condotto dall’Istituto di Ricerca Lunenfeld-Tanenbaum in Canada ha messo a punto un test del sangue innovativo capace di prevedere la comparsa della malattia di Crohn anni prima del manifestarsi dei sintomi clinici.
Questa scoperta rappresenta un significativo passo avanti verso una diagnosi precoce e apre nuove prospettive per la prevenzione della patologia, potenzialmente attraverso lo sviluppo di un vaccino mirato.
Un esame del sangue per la diagnosi precoce della malattia di Crohn
Il test sviluppato misura la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti della flagellina, una proteina presente in specifici batteri intestinali appartenenti alla famiglia Lachnospiraceae. Secondo i ricercatori, la presenza di anticorpi contro questa proteina, rilevabile molto prima della comparsa dei sintomi, suggerisce che tale reazione immunitaria non sia una semplice conseguenza della malattia, ma possa anzi contribuire a innescarla. La ricerca, pubblicata sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology, ha coinvolto 381 familiari di primo grado di pazienti affetti da malattia di Crohn, di cui 77 hanno sviluppato la patologia nel tempo.
Tra questi, 28 individui hanno mostrato un’elevata presenza di anticorpi anti-flagellina, con una risposta immunitaria particolarmente marcata nei fratelli. Gli studiosi hanno confermato che la risposta preclinica alla flagellina è strettamente correlata all’infiammazione intestinale e alla disfunzione della barriera intestinale, due caratteristiche tipiche della malattia di Crohn. Nel normale equilibrio intestinale, i batteri come quelli della famiglia Lachnospiraceae convivono pacificamente contribuendo alla salute digestiva. Tuttavia, nella malattia di Crohn il sistema immunitario sembra attivare una reazione anomala e dannosa contro questi microrganismi normalmente benefici.

Il monitoraggio dei partecipanti ha evidenziato che il lasso temporale medio tra la rilevazione della risposta anticorpale e la diagnosi ufficiale della malattia era di circa due anni e mezzo, confermando il potenziale del test come strumento predittivo. Questa scoperta si inserisce in un contesto di crescente interesse per la prevenzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali. I ricercatori sottolineano che, sebbene siano necessari ulteriori studi di validazione, i risultati ottenuti potrebbero portare alla realizzazione di un vaccino specifico contro la flagellina delle Lachnospiraceae, da somministrare alle persone a rischio elevato per impedire lo sviluppo della malattia.
La malattia di Crohn, condizione cronica caratterizzata da dolore addominale, diarrea, perdita di peso e affaticamento, colpisce milioni di persone nel mondo e spesso comporta un impatto significativo sulla qualità della vita. Un test predittivo efficace e una possibile vaccinazione preventiva rappresenterebbero quindi una vera rivoluzione nel controllo di questa patologia. Gli esperti dell’Istituto Lunenfeld-Tanenbaum continuano a lavorare per approfondire la comprensione dei meccanismi immunitari alla base della malattia e per affinare il test, con l’obiettivo di offrire strumenti diagnostici e terapeutici sempre più precisi e personalizzati.
