Tumore al seno: quasi 1 caso su 3 dipende dallo stile di vita. I 6 fattori che puoi davvero cambiare (blitzquotidiano.it)
Il tumore al seno continua a essere la forma di cancro più diffusa tra le donne nel mondo. Ogni anno milioni di nuove diagnosi cambiano la vita di pazienti e famiglie, ma una parte significativa di questi casi potrebbe essere collegata a fattori modificabili legati allo stile di vita.
Un ampio studio internazionale pubblicato su The Lancet Oncology, basato sui dati del Global Burden of Disease Study 2023, suggerisce che fino al 28% dei casi di tumore al seno nel mondo potrebbe essere associato a sei fattori di rischio modificabili. In altre parole, quasi un terzo delle diagnosi potrebbe essere collegato a elementi che, almeno in parte, possono essere prevenuti o ridotti.
Gli esperti sottolineano che questo non significa che la malattia sia completamente evitabile. Esistono infatti fattori che non possono essere modificati, come l’età o la predisposizione genetica. Tuttavia, la ricerca evidenzia come alcune scelte quotidiane possano influenzare in modo significativo il rischio.
Tumore al seno: una sfida sanitaria globale
Secondo il rapporto, nel 2023 sono stati registrati circa 2,3 milioni di nuovi casi di tumore al seno nel mondo, con oltre 760.000 decessi attribuiti alla malattia.
Si tratta di numeri enormi che rappresentano una delle principali sfide sanitarie globali. Gli studiosi stimano inoltre che il carico complessivo della malattia continuerà ad aumentare nei prossimi decenni.
Le proiezioni indicano che entro il 2050 i nuovi casi potrebbero superare i 3,5 milioni all’anno, mentre i decessi potrebbero arrivare a circa 1,4 milioni.
Nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie, il tumore al seno continua quindi ad avere un impatto enorme sulla salute pubblica.
Differenze tra Paesi ricchi e Paesi a basso reddito
Un aspetto particolarmente importante evidenziato dallo studio riguarda le disuguaglianze globali nella lotta al tumore al seno.
Nei Paesi ad alto reddito, l’accesso a screening regolari, diagnosi precoci e trattamenti avanzati ha contribuito a ridurre la mortalità negli ultimi decenni. In queste nazioni il tasso di morte standardizzato per età è diminuito di quasi il 30% dal 1990.
La situazione è molto diversa nelle aree del mondo con meno risorse. Nei Paesi a basso reddito, infatti, la mortalità è aumentata in modo significativo nello stesso periodo.
Ciò significa che, anche se molti casi vengono diagnosticati nei Paesi sviluppati, una quota molto elevata dei decessi si verifica nelle regioni dove l’accesso alle cure è più limitato.
Secondo gli specialisti, questo evidenzia come la sfida globale non riguardi soltanto il numero di diagnosi, ma anche l’accesso equo alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alle cure oncologiche.
I sei fattori di rischio modificabili individuati dalla ricerca
Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda i fattori di rischio legati allo stile di vita.
I ricercatori hanno stimato che circa il 28% del carico globale di tumore al seno è collegato a sei fattori potenzialmente modificabili. Questi elementi influenzano la probabilità di sviluppare la malattia nel corso della vita.
Tra i fattori più importanti emerge il consumo elevato di carne rossa, associato a una quota significativa di casi. Anche il fumo di sigaretta, compreso quello passivo, continua a rappresentare un fattore rilevante.
Un altro elemento evidenziato è la presenza di livelli elevati di zucchero nel sangue, condizione spesso legata a disturbi metabolici come il diabete o la resistenza insulinica.
Lo studio sottolinea inoltre il ruolo del peso corporeo elevato. Sovrappeso e obesità sono infatti collegati a diversi tumori, compreso quello al seno, soprattutto dopo la menopausa.
Tra i fattori analizzati compaiono anche il consumo di alcol e la scarsa attività fisica, due elementi che negli ultimi anni sono stati associati sempre più spesso all’aumento del rischio oncologico.
Gli esperti evidenziano che questi fattori agiscono spesso insieme e possono amplificare i loro effetti nel tempo.
Perché lo stile di vita può influenzare il rischio di tumore al seno

Le abitudini quotidiane influenzano numerosi processi biologici che possono avere un impatto sulla salute.
Ad esempio, un’alimentazione ricca di cibi ultra-processati o di grassi saturi può favorire infiammazione cronica e squilibri metabolici. Allo stesso modo, l’obesità è collegata a livelli più elevati di alcuni ormoni e sostanze infiammatorie che possono contribuire allo sviluppo di tumori.
Anche l’alcol ha effetti documentati sul rischio di tumore al seno. Il suo metabolismo può infatti influenzare i livelli di estrogeni e aumentare il danno cellulare.
L’attività fisica, al contrario, ha dimostrato di avere un ruolo protettivo. Muoversi regolarmente aiuta a mantenere un peso sano, migliora il metabolismo e contribuisce a ridurre i livelli di infiammazione.
Cosa si può fare per ridurre il rischio
Gli specialisti sottolineano che non esiste un metodo garantito per prevenire completamente il tumore al seno. Tuttavia, adottare uno stile di vita sano può contribuire a ridurre il rischio.
Tra le strategie più raccomandate dagli esperti vi sono il mantenimento di un peso corporeo equilibrato, una dieta ricca di alimenti freschi e variati e un livello adeguato di attività fisica.
Limitare il consumo di alcol e smettere di fumare rappresentano inoltre due passi importanti per la prevenzione.
Un altro elemento fondamentale resta la diagnosi precoce. Screening regolari, come la mammografia nelle fasce di età raccomandate, permettono di individuare eventuali tumori nelle fasi iniziali, quando le possibilità di trattamento sono più elevate.
