Il borgo sommerso tra storia e mito(www.blitzquotidiano.it)
Nel cuore verde della Garfagnana, in Toscana, si nasconde un luogo che sfida il tempo e la memoria in un bacino artificiale.
Questo spettacolo inquietante, che si ripete solo in rare occasioni, richiama ogni volta migliaia di visitatori desiderosi di scoprire il fascino di un paese sommerso che emerge come un fantasma dal passato.
Fondato nel XIII secolo da fabbri ferrai provenienti da Brescia, Fabbriche di Careggine divenne, nel corso dei secoli, un piccolo centro fiorente grazie all’estrazione del ferro e, più tardi, del marmo. Il borgo, costituito da 31 abitazioni e con circa 146 abitanti all’epoca, fu completamente sommerso nel secondo dopoguerra a causa della costruzione della diga sul torrente Edron, iniziata nel 1941 e conclusa nel 1947-1953. Il progetto, voluto per la produzione di energia idroelettrica, portò allo svuotamento forzato degli abitanti, trasferiti nel vicino centro di Vagli Sotto, ricostruito per riprodurre fedelmente l’impianto urbanistico del paese medievale.
L’evento più straordinario si verifica quando il livello dell’acqua del lago viene abbassato per manutenzione: in queste rare occasioni, l’antico borgo riemerge quasi intatto, mostrando la chiesa romanica di San Teodoro, il campanile, il cimitero, il ponte a tre arcate e le case in pietra con un’atmosfera sospesa nel tempo. Questo fenomeno, avvenuto finora solo quattro volte – nel 1958, 1974, 1983 e 1994 – ha attirato oltre un milione di turisti nell’ultima occasione, trasformando Fabbriche di Careggine in una meta di turismo esperienziale e culturale senza pari nel panorama italiano.
Il Lago di Vagli: caratteristiche e curiosità tecniche
Il Lago di Vagli è situato a 563 metri sul livello del mare, tra le montagne delle Alpi Apuane, nel Comune di Vagli Sotto, provincia di Lucca. Con un volume di circa 35 milioni di metri cubi d’acqua – equivalente a 14.000 piscine olimpioniche – e una profondità che raggiunge gli 86,5 metri, rappresenta il più grande bacino idroelettrico della Toscana. La diga, progettata dall’ingegnere Conte Ignazio Prinetti Castelletti, è alta quasi 92 metri ed è realizzata in calcestruzzo con struttura ad arco e gravità.
L’imponente struttura è aperta al pubblico tutto l’anno e, oltre all’aspetto ingegneristico, è diventata un simbolo della convivenza tra natura e storia, soprattutto grazie al fenomeno dello svuotamento che permette di ammirare le vestigia del borgo medievale. Originariamente, la diga veniva svuotata con cadenza decennale, ma dal 1994 non si è più proceduto a questa operazione se non in casi eccezionali, anche a causa di complessità tecniche e di sicurezza.
L’ultimo svuotamento programmato per la primavera del 2024 ha subito diversi rinvii, ma l’attesa rimane alta tra gli appassionati e gli studiosi, desiderosi di assistere nuovamente alla riemersione di Fabbriche di Careggine. Nei pressi del lago si trova inoltre il Ponte Latorre-Girone, inaugurato nel 2016, un ponte tibetano sospeso in legno e acciaio che offre una vista panoramica mozzafiato e rappresenta una nuova attrazione per visitatori e camminatori.

Il Lago di Vagli è raggiungibile da Lucca percorrendo la Strada Statale 12 fino a Castelnuovo di Garfagnana, e poi seguendo le indicazioni per Vagli Sotto. Il percorso si snoda tra paesaggi incontaminati fatti di boschi di castagno e faggio, vallate silenziose e piccoli borghi che conservano intatto il fascino della tradizione toscana. Anche quando il lago non è svuotato, la zona offre molteplici attrazioni naturalistiche e culturali, come i sentieri per trekking, le specialità gastronomiche a base di funghi porcini e farro, e un’atmosfera di pace e autenticità.
Il borgo sommerso di Fabbriche di Careggine si inserisce così in un contesto più ampio di turismo lento e di riscoperta del patrimonio storico rurale: un invito a immergersi nella storia e nella natura, tra la memoria di chi visse in quelle case e la forza della natura che ha coperto un pezzo di Italia. Quando il lago si svuota, gli abitanti e i discendenti del borgo tornano a camminare sulle antiche pietre, come in un pellegrinaggio collettivo che mantiene vive le radici di una comunità.
