I Sentieri del Carignano: trekking tra vigne, miniere e archeologia (www.blitzquotidiano.it)
Tra i percorsi più suggestivi che uniscono natura, cultura e gusto in Sardegna, i Sentieri del Carignano rappresentano un’esperienza unica.
Questa zona, situata nel profondo sud-ovest dell’isola, offre un connubio di paesaggi primordiali, antiche miniere e vigneti secolari, con il Carignano del Sulcis DOC come protagonista indiscusso di un viaggio lungo 200 chilometri suddivisi in 12 tappe, che permettono di scoprire l’anima autentica della Sardegna.
Il progetto dei Sentieri del Carignano nasce dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso un percorso tematico che intreccia la storia mineraria con la tradizione vitivinicola. Come spiega Mauro Usai, presidente della Fondazione per il Cammino Minerario di Santa Barbara, “il nuovo itinerario si snoda tra vigne secolari, miniere dismesse, siti archeologici, borghi e coste selvagge, con la possibilità di degustare il Carignano del Sulcis DOC accompagnato dalle specialità gastronomiche locali”.
Il percorso parte da Nuxis, un piccolo centro minerario, e attraversa luoghi di grande interesse come la chiesetta di Sant’Elia di Tattinu, uno dei santuari più antichi di Sardegna, e il Pozzo sacro omonimo. Il tratto iniziale offre anche la vista della Tomba dei Giganti di Barrancu Mannu, un sito archeologico ricco di leggende e storia millenaria. Questa prima tappa termina a Santadi, borgo noto per le sue dolci pardule e per piatti tipici come i ravioli con ortica e borragine, da accompagnare a un calice di Carignano, vino rosso caratterizzato da tannini morbidi e un colore rubino intenso.
La seconda tappa, lunga 18 chilometri, spazia tra menhir, necropoli e grotte, con soste obbligate nelle miniere dismesse e soprattutto alle celebri grotte di Is Zuddas, una meraviglia naturale che incanta per le sue stalattiti e stalagmiti. La Cantina Santadi, che nel 2025 ha celebrato il suo 65° anniversario, accoglie i visitatori con degustazioni accompagnate da prodotti tipici come pane di lievito madre, salumi locali e dolci artigianali tradizionali.
Sant’Antioco e la viticoltura a piede franco: un patrimonio unico
Una delle tappe più affascinanti del percorso è sull’isola di Sant’Antioco, quarta per estensione in Italia, dove si possono combinare camminate in pianura con esperienze di vita marina e culturale. Qui si respira un’atmosfera vivace, con mercati coloratissimi e spiagge tra le più belle della Sardegna. Il Carignano del Sulcis DOC, presente in diverse varianti – rosso, novello, rosato e passito – si abbina perfettamente anche al pesce, in particolare al tonno, una delle specialità locali.
La peculiarità geologica dell’isola è la trachite, roccia vulcanica che ha protetto i vigneti dal flagello della filossera, un insetto che ha devastato gran parte dei vigneti europei. Grazie a questa caratteristica, Sant’Antioco ospita vigne a piede franco, non innestate su vite americana, un patrimonio vitivinicolo raro e prezioso. La storica Cantina sociale Sardus Pater, fondata nel 1949, coltiva vigne di circa 80 anni, con una produzione che riesce a mantenere un equilibrio tra qualità e tradizione.
Per gli amanti della bicicletta, la Sant’Antioco Bike Island propone la Carignano Bike Experience, un modo originale per esplorare i filari e le cantine locali, sia in autonomia che con guide esperte, valorizzando così un turismo sostenibile e immersivo.

Il viaggio prosegue verso Cussorgia, seguendo l’ex tracciato delle Ferrovie Meridionali Sarde, oggi riconvertito in pista ciclabile e pedonale, passando per cantine storiche come l’Azienda Agricola Piede Franco e la Cantina di Calasetta, una delle prime cooperative vitivinicole della Sardegna, nata nel 1932. Il percorso si conclude nel suggestivo porto di Calasetta, con il suo centro storico caratterizzato da case basse e un dialetto genovese ancora vivo, testimone delle origini liguri dei suoi abitanti.
Le ultime due tappe del percorso, verso Carbonia, permettono di immergersi nell’archeologia industriale visitando il Museo del Carbone di Serbariu e le miniere dismesse di Nuraxi Figus. Qui, la cantina Esu accoglie gli escursionisti con l’ultimo brindisi a base di Carignano del Sulcis, suggellando un’esperienza che combina natura, storia e sapori.
