Compleanno Carlo Mazzone: auguri mister

Pubblicato il 19 Marzo 2010 11:38 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 14:44

Oggi è il compleanno di Carlo Mazzone (Roma, 19 marzo 1937). Ripercorriamo la sua gloriosa carriera e facciamo gli auguri al mister più originale d’Italia.

Dopo la prima stagione 1968-1969 alla guida dell’Ascoli, subentrando a metà campionato in Serie C, Mazzone rimase fino al 1975. In questi primi sette anni portò la squadra prima in Serie B, seguito l’anno seguente da una promozione in massima serie.

Nel campionato 1974-1975 conquistò la prima di molte salvezze in Serie A, passando a fine stagione alla Fiorentina. A Firenze rimase tre anni, con un terzo posto nel 1977 prima di essere esonerato nel 1977-1978.

Passato al neopromosso Catanzaro nel 1978 conquistò il nono posto, salvandosi l’anno seguente solo grazie allo scandalo del calcioscommesse che condannò alla retrocessione Milan e Lazio.

Tornò così nel 1980 all’Ascoli per altre cinque stagioni guidando la squadra a quattro salvezze consecutive fino all’esonero di inizio stagione 1984-1985.

Dopo una breve parentesi al Bologna nel 1985-1986 in Serie B, senza riuscire a centrare l’obiettivo della promozione, passò al Lecce, subentrando a 10 giornate dal termine. Il campionato fu molto combattuto nelle fasi conclusive, con Pescara e Pisa promosse direttamente (con 44 punti) e tre squadre ad un solo punto di distacco. Lecce, Cesena e Cremonese si affrontarono in tre gare di spareggio, più un ulteriore finale fra Cesena e Lecce che vide prevalere i bianconeri. Mazzone centrò l’obiettivo l’anno successivo con un secondo posto due punti dietro al Bologna.

L’esperienza con il Lecce proseguì per altri due anni in Serie A, con due salvezze: la prima con un nono posto, la seconda risicata per un solo punto.

Nel 1991 si trasferì al Cagliari dopo una breve parentesi al Pescara l’anno precedente: il sesto posto del 1993 con i sardi (e conseguente loro qualificazione alla Coppa UEFA dopo 21 anni) gli valse la chiamata alla Roma. I tre anni con i giallorossi gli valsero un settimo e due quinti posti. Durante la sua permanenza a Roma lanciò in prima squadra Francesco Totti.

Tornò a Cagliari nel 1996 subentrando dopo sei giornate a Gregorio Perez senza riuscire a salvare i sardi battuti nello spareggio dal Piacenza. L’anno seguente provò l’esperienza del Napoli allo sbando più completo,[senza fonte] dove rimase per quattro partite di campionato.

Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna orfano di Roberto Baggio ma si trovò tra le proprie fila quello che si rivelerà un rigenerato Giuseppe Signori; guidò i rossoblù alla vittoria dell’intertoto e arrivando fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Passò quindi al Perugia dove fu uno dei pochi allenatori del periodo a completare un campionato con la squadra del patron Luciano Gaucci.

Chiamato alla guida del Brescia nel 2000, fece scalpore il fatto che Roberto Baggio, al momento della firma del contratto con le rondinelle, appose una clausola di rescissione nel caso che Mazzone avesse cambiato squadra.[senza fonte] Il binomio Mazzone-Baggio portò il Brescia alla serie record di quattro salvezze consecutive, alcune delle quali molto sofferte, e la qualificazione alla Coppa UEFA sfiorata nel 2001, eliminati dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Memorabile quanto controversa la corsa sotto la curva occupata dai tifosi dell’Atalanta, con la quale il tecnico festeggiò il gol del 3-3 siglato da Roberto Baggio.[2]

Tornato per la terza volta al Bologna nel 2004-2005, a quasi 70 anni, per la seconda volta una sua squadra è retrocessa, dopo lo spareggio con il Parma.

Il 7 febbraio 2006 è chiamato ad allenare il Livorno, 6º in Serie A, per sostituire il dimissionario Roberto Donadoni. La sua prima partita da allenatore del Livorno è quella che vede opposta la sua squadra all’Ascoli, sua ex squadra, con la sfida terminata col punteggio di 0-0. Sono poi seguite sette sconfitte consecutive, record in Serie A. Malgrado una piccola ripresa del Livorno nel finale di stagione, Mazzone ha concluso il rapporto con la società toscana alla fine della stagione.

Il 18 marzo 2006, in occasione di Livorno-Juventus, ha eguagliato il record di 787 presenze in panchina in Serie A di Nereo Rocco e lo ha successivamete battuto, giungendo a fine stagione a 792 presenze in serie A.