Mondiali. Belgio agli ottavi. Vince Algeria. Usa-Portogallo pareggiano 2-2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2014 2:33 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 12:40
Foto LaPresse

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RIO DE JANEIRO, BRASILE – Mondiali Brasile 2014. Belgio in copertina: la squadra allenata da Wilmots ha vinto 1-0 contro la Russia e si è qualificata agli ottavi di finale con un turno d’anticipo. 

Nello stesso raggruppamento importante successo dell‘Algeria ai danni della Corea del Sud (4-2).

La giornata si è chiusa con il pirotecnico pareggio tra Usa e Portogallo (2-2). Questo risultato ‘tiene in vita’ la squadra di Cristiano Ronaldo che comunque ha pochissime possibilità di qualificazione.

Le partite nel dettaglio. 

USA-PORTOGALLO 2-2, gol: Nani 6′, 64′ Jones e 81′ Dempsey e Varela 95′ 

Un match spettacolare, mozzafiato, spesso spettacolare fra Stati Uniti e Portogallo, giocato a un ritmo incredibile nonostante i 31 gradi di Manaus.

Alla fine, i portoghesi che perdevano 2-1 ed erano già fuori dal Mondiale sono riusciti a pareggiare nell’ultima azione con Varela, cross di Cristiano Ronaldo. A loro servirà adesso un miracolo per passare, mentre il ct Juergen Klinsmann dovrà qualificarsi nella partita contro la sua Germania.

Ma a tedeschi e americani basterà pareggiare per guadagnare gli ottavi. Caldissimo nella capitale amazzonica, almeno 3 gradi in più di quando l’Italia affrontò l’Inghilterra e dopo 40′, fuori dall’ufficialità Fifa, l’arbitro argentino Pitana ha concesso oltre un minuto ai giocatori – e a se stesso – per rinfrescarsi e dissetarsi accanto alle panchine.

Poi ha scodellato il pallone e il gioco è ripreso. Portogallo ancora una volta deludente, dopo la batosta del primo turno contro la Germania.

Passati in vantaggio subito, dopo 5′, con un rabbioso tiro di Nani, i portoghesi sembravano sulla buona strada. Invece, alla buona ma non decisiva reazione americana, CR7 e compagni hanno risposto con contropiedi e grandi occasioni fallite di raddoppiare.

La più clamorosa al 44′, ancora con Nani, che colpisce in pieno il palo. Sulla ripresa, Eder batte a botta sicura ma Howard riesce a deviare. Secondo tempo con gli USA determinati a raddrizzare la partita, ma al 10′ è Ricardo Costa a spuntare all’ultimo sulla linea per respingere il tiro a botta sicura di Bradley.

Al 19′ pareggio americano con Jones, gran destro a girare dal limite dell’area che si insacca alla sinistra di Beto. Sullo slancio, gli Stati Uniti sembrano coronare il sogno con un rocambolesco gol di petto di Dempsey quando mancano 9′. Il Portogallo sembra sulle gambe, non reagisce e Cristiano Ronaldo spreca un paio di occasioni favorevoli.

Quando gli americani stanno per festeggiare, il Pallone d’Oro se ne va sulla destra e mette un cross perfetto per la testa di Varela. Adesso sono i portoghesi a fare festa, anche se restano a un punto con il Ghana, mentre USA e Germania sono a 4.

Servirà battere con forte scarto gli africani, sperando che USA e Germania non finiscano pari, un risultato che li trasferirebbe entrambi agli ottavi.

 COREA DEL SUD-ALGERIA 2-4, gol: Slimani 28′, Halliche 30′, Djabou 37′, Son 51′, Brahimi 62′ e Koo 72′   

Un uno-due in 120 secondi, un dominio assoluto e 3 gol nell’arco di soli 45′ mandano al tappeto la Corea del Sud e fa cullare sogni mondiali all’Algeria che adesso si giocherà il pass per gli ottavi contro la Russia di Fabio Capello, a cui i nordafricani fanno un bel regalo dopo il brutto capitombolo del pomeriggio contro il Belgio.

Asiatici troppo molli e nordafricani indemoniati: sta tutta qui la differenza del secondo match della giornata del Gruppo H giocato a Porto Alegre:

finisce 4-2 per l’Algeria, prima squadra africana ad aver calato un poker in una gara dei Mondiali. Dopo la sconfitta della Russia e la qualificazione del Belgio, coreani e algerini sanno di giocarsi più di una partita, in palio c’è il pass per gli ottavi (presumibilmente contro la Germania lunedì 30).

Il ct bosniaco dell’Algeria, Halilhodzic Vahid sa che c’è una partita da vincere e il suo 4-2-3-1 risponde alla perfezione alla sua lettura tattica: pressing alto e rapide ripartenze con i due esterni che nei primi 30 minuti fruttano ben 11 tiri in porta contro zero degli asiatici, 4 corner a 1 e una supremazia totale in campo.

Il gioco di rimessa pensato dal ct coreano Hong Myung-bo non porta frutti e di fatto regala il 1/o tempo agli algerini che arrivano a folate dalle parti di Jung Sung-ryong che a metà del primo tempo subisce un uno-due che di fatto indirizza il match. Gli algerini partono forte e al 4′ già reclamano un rigore per un contatto sospetto tra Young-Gwon Kim e Feghouli, poi al 9′ un’altra buona occasione.

Sono solo le prove generali dei gol che arrivano a grappoli nell’arco di 10 minuti, prima con Slimani (26′) che s’infila nella sgangherata difesa avversaria e supera Jung con un tocco di sinistro, poi ci pensa l’incerto Jung Sung-Ryong farsi bucare di testa da Halliche (28′), infine ancora Slimani sfrutta un rimpallo e serve un assist a Djabou che dal dischetto infila il terzo gol: 3-0 al riposo e match di fatto archiviato.

Vuoi per un naturale appagamento dopo la sbornia dei primi 45′, vuoi per il caldo tropicale, vuoi per la naturale voglia di rivalsa degli asiatici, il secondo tempo diverte gli spettatori e ha almeno il merito di essere più avvincente e senza regole, complice anche il gol di Son Heung-Min al 4′ dopo un miracoloso stop di schiena e tiro sotto alle gambe del portiere.

La rete ha il merito di far saltare ogni marcatura e così arrivano subito altri gol, il quarto degli africani con Brahimi e il 2/o degli asiatici con Koo Ja-Cheol.

La partita finisce con continue occasioni da gol da una parte all’altra che fa venire i palpiti alle due tifoserie ma almeno fa contenti i tanti spettatori neutrali venuti all’ Estadio Beira-Rio di Porto Alegre per vedere spettacolo e gol.

 BELGIO-RUSSIA 1-0, gol: Origi 88′ 

L’immagine di Fabio Capello sconsolato, che allarga le braccia dopo il gol di Origi è l’emblema di una Russia che, calcisticamente parlando, vorrebbe ma non può. O comunque non riesce, pur spendendosi e provandoci con il coraggio che è riuscito a trasmetterle il suo ct.

La sfida fra sedicenti big del Gruppo H si è conclusa con il successo nel finale della selezione scelta da Wilmots che, come era avvenuto contro l’Algeria, si è dimostrata più squadra, perché ha dimostrato di sapere cosa vuole, di volerlo ottenere a tutti i costi e di saper vincere soffrendo. Proprio come le grandi squadre.

Fra momenti di esaltazione e di difficoltà, nel corso di una partita caratterizzata da un caldo e un’orario (le 13 locali) micidiali, il Belgio ha conquistato gli ottavi senza brillare, anche per merito della formazione di Capello, che è riuscita a intrappolarlo, e di scarsa vena di qualche gioiellino (Lukaku, Hazard). Ci si chiede, a questo punto, quando e se i belgi cominceranno a giocare, dove può arrivare una squadra che dispone di tanti piccoli fenomeni. Primo fra tutti Mertens, una vera spina nel fianco della difesa avversaria.

Nel primo tempo c’è più Belgio che Russia. O forse sarebbe meglio dire: si vede solo Mertens. L’onda rossa, tuttavia, non riesce a spazzare via la formazione di Capello, che non possiede grandi talenti, ma appare solida e ben organizzata. Tutto il Belgio è nei piedi di Mertens che, quando parte, diventa devastante; ne sa qualcosa il povero Kanunnikov, che non riesce ad arginarlo in alcun modo e patisce le pene dell’inferno nell’uno contro uno, andando spesso in apnea.

Il piccolo-grande fantasista del Napoli sembra non patire il caldo e fila via come un treno, creando la superiorità numerica sulla destra. Non a caso il primo acuto arriva proprio da lui, solo 5′ dopo l’inizio: il ‘napoletano’ va via sulla destra, entra in area, viene chiuso dalla difesa, riprende e crossa senza esito.

La Russia tende a rallentare il ritmo del gioco e a gestire il pallone: Capello ha poco da rimproverarsi, perché non possiede uomini all’altezza della sua fama. Il Belgio concede al 12′ un’opportunità agli avversari che spostano l’azione da sinistra verso il centro, dove Fayzulin controlla e conclude, impegnando Coutois.

Al 20′ super-Mertens va via sempre a destra, arriva al limite e conclude di poco fuori. Azione fulminante, da applausi. Al 22′, il bis: Mertens questa volta incrocia, sfiorando il ‘sette’, con una conclusione a giro. Kanunnikov replica dalla sinistra, Courtois è ancora pronto. Al 36′ prosegue il Mertens-show, con conclusione finale respinta in tuffo da Akinfeev. La Russia sfiora il colpaccio nel finale di tempo (44′): Kokorin, che dimostra di essere un centravanti assai mediocre, riceve un perfetto cross dalla sinistra e, anzichè trovare il secondo palo, gira di testa a lato.

Nella ripresa la Russia sembra più in partita e prende il comando delle operazioni fin dai primi minuti, mentre il Belgio prova ad agire di contropiede, cercando la velocità di Mertens che però non si accende come nel primo tempo. Capello inserisce Eshchenko, segno che vuole provare con le incursioni anche da destra. La volontà dei russi c’è, la freschezza pure, ma è la cifra tecnica il vero tallone d’Achille.

Nel secondo tempo la supremazia della Russia sale, ma produce solo una conclusione di Glusharov – da buona posizione – che non inquadra la porta. La Russia continua a spingere e al 36′ sfiora il gol con il nuovo entrato Eshchenko che arriva in corsa dalla destra e incrocia rasoterra, superando Courtois, ma sfiorando il palo.

Al 39′ sembra fatta per il Belgio che guadagna una punizione ai 18 metri e poi colpisce il palo con Mirallas, in grado di calciare a effetto. Nei pressi del 90′ arriva il gol di Origi che gela Capello e lo rimanda alla sfida contro l’Algeria.

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