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Italia fuori dal Mondiale a meno di… Guerre, colpi di Stato, calamità

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Italia fuori dal Mondiale a meno di… Guerre, colpi di Stato, calamità

ROMA – Italia fuori dal Mondiale a meno di… Guerre, colpi di Stato, calamità. E’ una suggestione macabra, una speranza davvero inconfessabile, ma si sa sul web sono proprio quelle che vanno per la maggiore: in teoria, e a termini di regolamento Fifa, c’è una remotissima e disgraziatissima possibilità che l’Italia cacciata dal portone principale dei Mondiali riesca a rientrarci dalla finestra per colpa di un terremoto, di un colpo di Stato, una rivoluzione, una guerra.

Recita infatti l’articolo 7 del regolamento ufficiale della FIFA: “Qualora un’associazione (delle 32 qualificate) si ritiri o sia esclusa dalla gara, il comitato organizzatore della FIFA deciderà sulla questione a propria discrezione e prenderà qualsiasi azione ritenuta necessaria. Il comitato organizzatore della FIFA può in particolare decidere di sostituire l’associazione in questione con un’altra associazione”.

Ovvero, nel caso straordinario e infausto della defezione di una nazionale alle prese con gravissimi problemi interni politici o sociali, la Fifa è liberissima di sostituire una nazionale con un’altra. Non solo l’Italia che pure nel ranking sarebbe la prima delle escluse essendo risultata la migliore seconda dei 9 gruppi europei a non essere qualificata.

Facendo gli scongiuri di rito, non è difficile trovare la nazione che rischia di più, tenendo presente che solo una volta, agli Europei del 1992, l’esclusa Danimarca venne ripescata per sostituire una Yugoslavia che andava dissolvendosi, Danimarca che sorprendentemente finì per vincere il torneo. Corea del Sud, Nigeria, Iran, Arabia Saudita, Senegal, Egitto, questi i paesi “attenzionati”: ma non succederà nulla di irreparabile, rassegniamoci, è giusto così.

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