Juventus-Fiorentina e Napoli-Roma: “scontri stellari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2015 10:31 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2015 10:31
Juventus-Fiorentina e Napoli-Roma: "scontri stellari"

La prima pagina della Gazzetta dello Sport

ROMA – La sedicesima giornata di Serie A offre agli appassionati di calcio due sfide scudetto come Juventus-Fiorentina e Napoli-Roma.

La Gazzetta dello Sport le presenta in un articolo a firma di Luca Bianchin – per Juventus-Fiorentina – e Pierfrancesco Archetti – per Napoli-Roma – dal titolo “Scontri Stellari” che gioca con la prossima uscita nelle sale cinematografiche di Star Wars.

Cristiano Lupatelli, un portiere con il 10 sulla maglia, nel 2001 ha tolto all’Italia ogni scrupolo di coscienza. Liberi tutti: da quel momento il numero di Pelé si può dare anche a chi non vive in un appartamento dietro le punte facendo sei colpi di tacco al minuto. Paul Pogba e Federico Bernardeschi sono due evoluzioni sul tema, un 10 mezzala e un 10 depistato a destra, quasi da tornante. Su una cosa, non si provi a obiettare: sono entrambi perfettamente degni.

Juve-Fiorentina sarà anche la loro partita: sono due dei talenti che danno speranza alla Serie A in questo weekend da Guerre Stellari. Il film uscirà mercoledì ma il calcio si è portato avanti: Napoli-Roma e Juve-Fiorentina nello stesso fine settimana. Pogba e Bernardeschi sono diversi e questo è ovvio, semmai hanno qualche punto in comune. Sono due dei pochi bipedi che hanno dato un due di picche ad Alex Ferguson. Paul se n’è andato da Manchester perché non si sentiva valorizzato, Fede ha fatto prima: ha mosso il dito a tergicristallo – «No, non vengo» – quando lo United gli ha proposto di tradire la Fiorentina. Non era ancora maggiorenne. Il 10 però li divide. Bernardeschi lo ha cercato e con quel numero si è esaltato: pronti, via, doppietta al Barça. Pogba invece lo ha subito. Quando ha scritto «+5» col pennarello sulle spalle, si è tolto il peso del numero ed è cresciuto: «Il risveglio della forza», come il titolo del film.

La stagione di Pogba passa per essere deludente, mediocre, insufficiente. Ci sta, ma alcune cifre tirano dalla parte opposta. PP tira più di due volte a partita da fuori e dribbla come un 10: quasi tre slalom a domenica (dati Opta). In entrambe le classifiche è sul podio della A e in generale ha cifre superiori a Bernardeschi: crea più occasioni e calcia più in porta. Non solo, qui cominciano le sorprese. Chi crossa di più? Pogba, e non era scontato. Chi arriva più in area? Pogba, che ha ricevuto 15 «passaggi chiave» in area contro 6 (dati Sics): banalizzando, sono i tocchi che creano un’occasione da gol, quelli che pesano la pericolosità di un giocatore.

Bernardeschi però sarà altrettanto importante per lo sviluppo della partita, forse di più. «Berna» rientra, fa tutta la fascia e quando resta largo ha quasi più tocchi nella sua metà campo che nell’altra: 89 contro 99. Già che c’è, visto che ha metri davanti, accelera. Le rilevazioni della Lega dicono che sprinta a 31 km/h e in tre delle ultime quattro partite è stato tra i viola più veloci. «Anche a Crotone aveva gamba e senso del sacrificio – dice Massimo Drago, il suo ex allenatore –. L’attacco alla profondità però è la sua grande qualità, sullo scatto brucia il difensore». Il bello è che Pogba e Bernardeschi si incroceranno. Paul si allargherà per chiudere Federico, Federico magari stringerà per raddoppiare su Paul. Di sicuro non avranno paura di attaccare. Pogba calcerà, anche da 30 metri. Bernardeschi proverà la giocata, anche in mezzo a tre. Vogliamo metterla sull’epico? Va bene, c’è la citazione: «Fare o non fare, non c’è provare». Lo dice il Maestro Yoda.

Il primo dato che luccica dal confronto sulle fasce tra Napoli e Roma è che non ci sarà equilibrio se Maurizio Sarri potrà sistemare la coppia titolare, mentre Rudi Garcia dovrà cercare di recuperare la condizione dei suoi esterni più collaudati. Gli spifferi che escono da Trigoria raccontano di tentativi logici e cocciuti per recuperare Gervinho, tolto dal campo a Torino dopo 25 minuti e dalla formazione mercoledì contro il Bate, quando già i fogli erano stati stampati e distribuiti. Al momento però Lorenzo Insigne e Josè Callejon dovrebbero reggere il paragone con Mohamed Salah e Iago Falque. Le tipologie dei giocatori sono diverse, dei quattro soltanto lo spagnolo-napoletano è la classica ala che corre e crossa. Insigne rientra e chiama lo scambio breve, oppure mira alla porta; Salah sprinta e viene attratto pure lui dallo specchio; Falque è utile anche per ripiegamenti e spostamenti centrali, vedi la marcatura su Biglia ad un certo punto del derby, l’ultima partita vinta dalla Roma.

Il Napoli ha raggiunto il 63 per cento di giocate dalle fasce; la Roma arriva al 62. Pochissima differenza, come nei gol, 28-30, oppure nei tiri in porta: 89-90. Con la Fiorentina, pure a 30 reti, sono le migliori fasi offensive del campionato. Insigne, oltre ad essere il «capocannoniere degli esterni» con sette reti, è il più redditizio nella fabbrica delle idee: perché il numero 24 viaggia a una media di occasioni create (2,33) molto superiore a quella dei colleghi, come si vede nel grafico. Tutta la sistemazione difensiva della Roma è approssimativa e anche dai recinti laterali non arrivano certezze: le scene simbolo di questo disagio sono due occasioni in fotocopia contro il Torino (Belotti azionato da Baselli sul lato sinistro) e il Bate Borisov (Gordeichuk servito da Volodko): Szczesny le ha respinte, meritandosi complimenti planetari, ma Insigne avrà memorizzato. Si passa così facilmente da quelle serrature svitate. Soltanto in casi estremi Sarri inverte gli esterni: quindi Callejon punterà Digne con il consueto scopo di mettersi a servizio: zero gol per lui finora ma 24 cross.

Se Garcia riesce a recuperare Gervinho, acquista profondità nelle ripartenze, imprevedibilità nello sviluppo dell’azione e anche più abitudine al gol, visto che l’ivoriano è a quota sei in campionato e Falque soltanto a uno. Ma anche Salah è reduce da infortunio e due protagonisti con «poco campo» nella gambe aumentano le incertezze. Quindi l’allenatore nella bufera sta provando anche il 4-3-1-2, alzando Pjanic, e sistemando Salah all’altezza di Dzeko. A questo punto non è scontato che lo scorrere del gioco sia solamente centrale. I grafici delle finalizzazioni fanno sconfinare gli sprint dell’egiziano sul centro destra. Spesso prova a infilarsi con rapidità fra il centrale difensivo e l’esterno: facendoli stringere, apre il fianco per la salita di un compagno, oppure la finta sovrapposizione gli libera il varco dell’area. Salah ha uno score di cinque reti in 12 tiri in porta. Quando colpisce, riesce a far male.