Tempo di addii al Milan: Allegri è inquieto

Pubblicato il 12 Maggio 2012 11:04 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2012 11:04

Allegri (LaPresse)

MILANO  –  L’epilogo di campionato contro il Novara sara’ un pomeriggio di addii in casa Milan. Salutano Gattuso, Inzaghi, Seedorf, Nesta e Zambrotta, resta Ambrosini l’unico superstite fra i veterani del ciclo di Ancelotti chiuso due anni fa. Non si registrano scosse telluriche a Milanello, ma Massimiliano Allegri e’ descritto piuttosto nervoso.

L’appunto di Nesta, secondo cui ”e’ stato un errore lasciare andare Pirlo alla Juventus”, e poi lo sfogo del regista bresciano che ha raccontato alla Gazzetta dello Sport di essere stato ”scaricato da Allegri” hanno creato qualche fastidio e preoccupazione all’allenatore livornese.

Al di la’ del contratto fino al 2014, secondo ben informati Allegri non sarebbe preoccupato di un esonero ma piu’ che altro teme di rimanere isolato. Nel pomeriggio, passando davanti alla sede di via Turati, si e’ lasciato scappare un ”parlo domani (alla vigilia dell’ultima partita di campionato, ndr) e poi basta fino al 9 luglio”, ossia il giorno del raduno.

Mancano due mesi, in cui il Milan dovra’ costruire pensando ad abbassare l’eta’ media e aumentare il tasso di qualita’. Per ora non ha rinnovato i contratti di cinque veterani con ingaggi pesanti, ha prolungato per una stagione quello di Yepes, che a 36 anni ma un ingaggio basso. E provera’ a convincere Flamini a restare riducendosi notevolmente lo stipendio.

La proprieta’ sta spingendo per evitare qualsiasi spreco, e massimizzare gli investimenti.     In estate Galliani dovra’ anche resistere ai nuovi tentativi del Barcellona di arrivare a Thiago Silva. Un corteggiamento che al momento non sembra interessare il brasiliano.

”Se si fa una squadra nuova, al 100% o cambiando molti tasselli non e’ semplice essere subito competitivi quindi devi avere giocatori di qualita’, di personalità come Ibra per avere dei valori in piu’ – ha detto Thiago Silva a Milannews -. Con i giocatori che rimarranno e di qualite’, come ad esempio Nocerino o Ibra, possiamo ripartire subito per fare bene”.

Ne e’ convinto anche Antonio Cassano. Il Milan e’ ”la squadra piu’ forte in Italia con distacco su tutti. Complimenti alla Juventus ma – ha notato l’attaccante a Milan Channel – noi abbiamo avuto un miliardo di infortuni, senza dei quali avremmo vinto il campionato con 6-7 punti di margine: il Milan partira’ anche l’anno prossimo per vincere tutto tutto”.

Dispiaciuto per i diversi compagni di squadra che stanno chiudendo la loro avventura rossonera in questi giorni, Cassano ha spiegato che ”chi lascia il Milan se ne pente subito”.

Eppure l’attaccante ha pensato di farlo all’inizio di agosto di un anno fa. ”Volevo andar via, ma Galliani mi ha sempre detto che se avessi fatto il professionista non avrei mai avuto problemi qui. Poi – ha ricordato una sua prestazione da standing ovation – dopo Italia-Spagna Galliani mi ha detto ‘Io adesso ti incateno qua, avevo ragione’ e da li’ mi sono rimesso sotto”.

”Qua al Milan ti trattano come un Re, dal presidente Berlusconi a tutti quelli che lavorano a Milanello. Berlusconi mi ha subito colpito tanto al mio arrivo – ha raccontato Cassano -. Qualsiasi cosa avessi bisogno mi ha detto di chiamarlo a qualsiasi ora”.