Da Meazza a Ibra, passando per Baggio e Ronaldo: i “traditori” del derby Inter-Milan

Pubblicato il 28 Marzo 2011 18:51 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2011 18:54

Zlatan Ibrahimovic

MILANO – San Paolo si convertì sulla via di Damasco: per Francesco Cossiga fu il primo traditore della Storia. Dalla strategia politica di Agostino De Pretis nacque il ‘trasformismo’. Nella politica moderna il cosiddetto ‘salto della quaglia’ è pratica frequente. Tutto diverso per il calcio, anzi per il derby di Milano, sfida che si ripete sabato 2 aprile: tra le due sponde del naviglio la distanza è incolmabile e il cambio di casacca si accetta per forza di cose ma non si perdona, nési dimentica.

Più feroce di uno sgarro, più doloroso di un adulterio, piu’ amaro dell’inganno, il passaggio al nemico è un marchio indelebile. Piu’ di cento anni di storia del duello tra Inter e Milan, un secolo fatto di scambi e passaggi da un fronte all’altro ieri come oggi, dal divino Meazza all’inquieto Ibrahimovic.

Siamo agli albori, ai tempi dei cinque fratelli Cevenini, sullo sfondo la Guerra. Tutti – tranne Cesare – fanno la spola: il difensore Ciro Mario, il grande Luigi, detto Zizì, il bomber Aldo e l’ala destra Gustavo. Il calcio è ancora empirico e semplice, modesti i compensi, medesima la rivalità tra Milan e l”Ambrosiana’ Inter che trova il suo simbolo in Peppino Meazza: dopo tredici anni in nerazzurro (1927-1940), attraversa il naviglio e – per fare un dispetto al presidente Ferdinando Pozzani – firma con il Milan (1940-1942).

Il 9 febbraio 1941 fa il suo ingresso sul terreno di gioco per affrontare la sua ex squadra con la maglia rossonera. I tifosi sono costernati e increduli. L’elenco dei transfughi è imponente: avanzando negli anni, Maurizio Ganz, attaccante arrivato all’Inter nel 1995 dove resta fino al 1997. Passa al Milan nelle stagioni che abbracciano il biennio 1997-1999.

Ribaltone anche per il divin codino Roberto Baggio al Milan dal 1995 al 1997, all’Inter dal 1998 al 2000. Fulvio Collovati gioca il suo primo derby in rossonero il 6 novembre 1977. Dopo il titolo di campione del Mondo conquistato in Spagna nel 1982, approda all’Inter: resterà in nerazzurro fino al 1986.

Sergio Battistini, Francesco Coco, Hernan Crespo, Cristian Brocchi, altri nomi della ampia rosa composta da quanti hanno cambiato maglietta. Non si rimargina la ferita inferta da Ronaldo soprattutto negli interisti di ultima generazione: nel 1997-2002 veste la maglia della Beneamata. Nel 2007-2008 eccolo al Milan. L’11 marzo del 2007 gioca il suo unico derby da milanista: tra i fischi del Meazza batte Julio Cesar. Cruz e Ibrahimovic (futuro ‘voltagabbana’) ribaltano il risultato.

Aldo Serena è chiamato Mister derby perché è  riuscito a giocare le stracittadine di Milano e Torino, un record. Nostagico amarcord per Christian Vieri che piomba all’Inter nel 1999 per la cifra di 90 miliardi di lire. Gioca 190 gare ufficiali con 123 gol (103 in campionato, 12 nelle coppe europee, 8 in Coppa Italia). Passa al Milan il 5 luglio 2005.

Pirlo – nel 2001 – si trasferisce dall’Inter al club rossonero in cambio di Guglielminpietro. Stesso percorso per Seedorf: dal 1999-2002 all’Inter fa armi e bagagli e sbarca al Milan. La storia – fatta di passioni forti, di amore e odio, di insulti e contestazioni – prosegue con Ibrahimovic che fa il giro largo passando dall’Inter (2006-2009) al Barcellona, destinazione finale Milan.

E termina con Leonardo, una vita in rossonero e poi il passaggio sulla panchina interista. Prima di lui Bigogno, Trapattoni, Radice, Castagner e Zaccheroni. Il futuro è ancora da scrivere anche se – sulla lavagna milanista – c’è qualcuno che ha già scritto il nome di Balotelli.