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Milan, Uefa scettica su proprietà cinese e ricavi: rischia l’esclusione dalle Coppe

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Milan, a rischio le Coppe europee. La Uefa non crede ai cinesi

ROMA – Milan, Uefa scettica su proprietà cinese e ricavi: rischia l’esclusione dalle Coppe. “Il peggiore scenario è che la Uefa non sia convinta da piani, proprietà e debiti, e ci rimandi in primavera per la discussione di un normale settlement agreement”: alla lettera, è quanto solo pochi giorni fa paventava l’amministratore delegato del Milan Marco Fassone. Timori più che concreti visto che oggi la Uefa ha dato corpo proprio allo scenario peggiore evocato dall’ad.

Il Milan rischia di essere escluso dalle competizioni europee, questo il provvedimento più severo che l’Uefa potrebbe prendere la prossima primavera: per ora, specie nel giudizio sulla nuova proprietà cinese, è negativo. L’Uefa ha infatti deciso di non concedere il “voluntary agreement”, l’accordo preventivo cioè sul fairplay finanziario. Il focus dell’Uefa è concentrato su Yonghong Li, il nuovo padrone. Non si fida, non lo ritiene attendibile al 100%.

E c’è chi si domanda come sia stato possibile per le istituzioni calcistiche italiane accettare senza muovere alcun rilievo un simile passaggio societario. Senza considerare che l’attuale livello dei ricavi viene reputato troppo basso per far fronte al debito consolidato da oltre 350 milioni (inclusi gli interessi) con il fondo Elliott. Rifinanziarlo con un altro soggetto significherà avere più tempo per ripararlo, ma gli oneri finanziari a carico della società si aggraveranno. (Marco Bellinazzo, Il Sole 24 Ore)

Per i tifosi milanisti in ansia, il quotidiano economico cita tuttavia i precedenti per capire in anticipo le restrizioni più plausibili: considerando i casi di Inter e Roma, l’esclusione dalla Coppe sarebbe davvero una extrema ratio, più probabili misure come multe, restrizioni alle rose, limitazioni al mercato, eccetera. Va poi considerato che perdere il Milan, sarebbe un colpo per la Uefa stessa.

 

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