Napoli-Udinese 1-2 (guarda le foto della partita): la banda Guidolin consegna lo scudetto al Milan

Pubblicato il 18 Aprile 2011 0:09 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2011 0:10

NAPOLI, 17 APR – Fine del sogno. Il Milan chiama, il Napoli non risponde. Gli azzurri perdono nettamente al San Paolo l’attesissima sfida con l’Udinese (priva di Di Natale e Sanchez) ed interrompono bruscamente l’inseguimento alla prima in classifica. Il distacco e’ ora di sei punti ed il sogno, a cinque giornate dalla conclusione del campionato, puo’ dirsi svanito. Non solo, ma guardandosi alle spalle, la sconfitta con i friulani mette in discussione anche le quasi certezze che gli azzurri avevano acquisito fin qui in tema di qualificazione alla Champions League. Diminuisce infatti vertiginosamente il vantaggio sulla quarta in classifica, la Lazio, che ora e’ a cinque punti; mentre rimane invariato il divario rispetto alla terza, vale a dire l’Inter, che e’ sempre a due lunghezze di distanza. Senza dire che la stessa Udinese, con il blitz del San Paolo, si mette ad appena sei punti dal Napoli. Insomma, e’ una vittoria, quella dei friulani, che se da un lato consegna mezzo scudetto nelle mani del Milan, dall’altro accende ancor di piu’ la lotta per la conquista dei posti utili per la qualificazione alla Champions League.

Ecco le foto dei momenti salienti della partita del San Paolo:

Francesco Guidolin deve rivedere completamente la propria organizzazione tattica a causa delle assenze di Di Natale e Sanchez. Non potendo sfruttare la micidiale arma del contropiede e la letale velocita’ delle sue punte, il tecnico dei friulani opta per una squadra caratterizzata da un centrocampo ispessito nei numeri e nella forza fisica. Asamoah, contrabbandato come un trequartista, in realta’ e’ il quinto uomo di un centrocampo nel quale Inler svolge con grande intelligenza tattica ed estrema lucidita’ le funzioni di metodista, piazzandosi davanti alla difesa.

Il Napoli avrebbe bisogno della fluidita’ degli schemi offensivi dei suoi uomini, ma il tridente e’ spuntato, soprattutto per la scarsa vena di un pigro Lavezzi e per l’incapacita’ di Hamsik e Maggio di far funzionare a dovere la fascia destra dell’attacco, dove Pasquale ed Armero spezzano continuamente la manovra dei partenopei. Cavani nella prima parte della gara appare voglioso ed incisivo e sfiora due volte il gol con azioni personali. Sul lato sinistro alla buona vena e allo spirito d’iniziativa di Dossena non corrisponde pari intensita’ da parte di Lavezzi e dunque il Napoli trova chiuse le due fasce del campo sulle quali quasi sempre costruisce il suo gioco offensivo.

Nonostante l’assenza delle sue due frecce, l’Udinese sa invece ben sfruttare il contropiede, che rimane il pezzo forte del suo repertorio. Il secondo tempo e’ la lampante dimostrazione di come Guidolin abbia saputo preparare alla perfezione la partita. I friulani lasciano che il Napoli si sfoghi con sterili ed inutili attacchi, che finiscono sistematicamente per infrangersi sulla barriera insuperabile dei suoi centrocampisti e difensori, ed appena puo’ libera di rimessa i suoi centrocampisti.

Il gol del vantaggio dei bianconeri, per la verita’, dipende da una invenzione di Inler, il migliore in campo in assoluto, che realizza con una poderosa conclusione dalla distanza. Ma il raddoppio di Denis che, in pratica, chiude la partita, nasce da un contropiede letale di Armero.

Il Napoli nel finale si riversa in attacco, ma senza idee e con un atteggiamento confuso. Il gioco si fa spezzettato, tra falli, reazioni e piccole furberie che Tagliavento non riesce a contenere.

A tre minuti dalla fine Cavani si fa parare un rigore da Handanovic (la quinta prodezza del genere del portiere bianconero in questa stagione); ed il gol di Mascara, che riduce le distanze, arriva quando ormai tutto il recupero si e’ consumato.

Per il Napoli una battuta d’arresto grave ed inaspettata. Per l’Udinese un colpo formidabile nel momento piu’ delicato ed importante del campionato.