Nazionale a Rizziconi, Don Ciotti: "La mafia si combatte a Roma in Parlamento"

Pubblicato il 13 Novembre 2011 14:58 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2011 15:18

RIZZICONI (REGGIO CALABRIA) – ''La lotta alla mafia si fa sul territorio, ma si fa soprattutto a Roma, in Parlamento''.

Lo grida forte don Luigi Ciotti, ai mille giovani che applaudono la nazionale azzurra sul campo di calcetto di Rizziconi.

''La vera lotta alla mafia – ha aggiunto il presidente di Libera – si fa con le politiche sociali, difendendo il lavoro, a cominciare da quelli che lo hanno'', ''Invito la Federcalcio a entrare nella rete di Libera – ha concluso – 1.600 associazioni senza colori politici''.

''State attenti – ha ammonito Don Ciotti, a voce alta, tutta la platea giocatori compresi in assoluto silenzio – E' la terza volta che inauguriamo questo campo. O ci impegniamo davvero a lavorare per il cambiamento, oppure sara' invano: e il cambiamento comincia da ciascuno di noi''. ''Le mafie – ha ancora urlato il presidente di Libera – non sono solo in Calabria. Il Comune di Bardonecchia e' stato sciolto per infiltrazioni mafiose''.

Poi Don Ciotti ha presentato a tutta la nazionale, schierata sul campo in tuta da allenamento, i genitori di Dodo Gabriele, il bambino di 11 anni ucciso mentre giocava sul campo del Crotone nel 2009 e altri familiari di vittime della 'ndrangheta, per un abbraccio commosso. Tra gli azzurri, anche Rino Gattuso, calabrese e campione del mondo 2006.

Poi, gli azzurri si sono riscaldati e hanno dato il via a un minitorneo di calcetto, tra gli applausi dei ragazzi che tra l'altro hanno inneggiato all'assente Antonio Cassano.