Il Milan batte il Parma per 1-0 con una magia di Andrea Pirlo

Pubblicato il 2 Ottobre 2010 22:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2010 22:39

Campionato di Serie A, sesta giornata: Parma-Milan 0-1, gol Andrea Pirlo 25′ .

Il Milan cerca sul campo del Parma 3 punti per lanciare la sfida alla capolista Inter. I rossoneri partono lentamente, il pressing del Parma è forsennato.

I rossoneri passano in vantaggio nel loro momento peggiore grazie ad una prodezza di Andrea Pirlo da 35 metri. Il centrocampista della Nazionale non segnava da Real-Milan 2-3.

Questo gol sblocca la squadra di Massimiliano Allegri che sfiora la via della rete per altre tre volte con Robson Robinho, Zlatan Ibrahimovic e Clarence Seedorf.

Il Parma non sta a guardare e cerca la via del gol con gli inserimenti di Hernan Crespo e Stefano Morrone ma Cristian Abbiati fa buona guardia e blocca il pallone.

I rossoneri conquistano 3 punti d’oro e si portano al comando della classifica del campionato di Serie A.

Ecco lo streaming diretta live:

Italian Serie A  Live!
Parma  vs. AC Milan

Introduzione alla partita:

n vista della sfida di questa sera al Tardini di Parma fra il Milan e i padroni di casa mister Massimiliano Allegri sembra intenzione a schierare una formazione offensiva con Ronaldinho e Robinho nel tridente al fianco di Ibrahimovic. Riposa quindi Boateng che dovrebbe subentrare nella ripresa.

A centrocampo l’ex Cagliari punta sul perno insostituibile Pirlo affiancato da Gattuso e Seedorf. In difesa Zambrotta è preferito sulla destra ad Abate. Pato torna a disposizione ma partirà solo dalla panchina.  In casa Parma le ultime indiscrezioni parlano di un paio di cambi di non poco conto nell’undici titolare. Bojnov e Candreva partiranno dalla panchina. Al loro posto Crespo e Angelo.

E’ Sky a riportare una voce che avrebbe del clamoroso: a poche ore dalla sfida del Tardini tra Parma e Milan Massimiliano Allegri starebbe pensando di schierare dal primo minuto il rientrante Alexandre Pato, dato da tutti i media in panchina, almeno inizialmente.

Il giovane fuoriclasse brasiliano, convocato anche dal ct verdeoro Mano Menezes per i prossimi impegni della Seleçao, sembra ormai recuperato e potrebbe prendere il posto di Robinho, che avrebbe dovuto completare il tridente con Ibrahimovic e Ronaldinho. Pato è out dalla sfida di Champions League contro l’Auxerre per un piccolo problema all’adduttore.

Restano ancora da sciogliere i dubbi legati alla presenza di Seedorf, in ballottaggio con Boateng per una maglia. La sensazione è che il ghanese possa essere preferito all’olandese, soprattutto qualora Pato dovesse scendere in campo dal 1′, per garantire la giusta copertura sul centrodestra.

Rino è uno che sa ricambiare. Un cuore in mano. Una razza in via di estinzione. A luglio Allegri lo ha quasi implorato a restare, attirato com’era – Rino – dalle sirene straniere, come quelle degli Emirati Arabi, dove ha “spinto” l’amico Fabio Cannavaro. Lui ci ha pensato poco e alla fine ha deciso di continuare la sua avventura al Milan e servire la causa. Orgoglioso com’è, ha ingoiato in silenzio le voci di chi lo dava per finito.

“Gattuso è alla frutta”, la frase più gettonata. Ma Ringhio, dopo la triste esperienza sudafricana, ha atteso al varco e al momento giusto ha estratto dalla manica l’asso vincente. “Non è un problema di essere titolare, devo sentirmi importante. Altrimenti senza stimoli divento un giocatore di quarta categoria”

Ad Amsterdam, poi, ancora una prova intensa. Sofferta nel primo tempo, esplosiva nella ripresa: energia da vendere. “Gattuso è un giocatore di cui non si può fare a meno” aveva dichiarato un tempo Giovanni Trapattoni. Allegri è dello stesso avviso. Ma il tecnico sa anche bene che Rino va dosato, potendo contare sulla dinamite di Boateng e Flamini.

Però con il Parma, il capitano (fascia consegnata dall’infortunato Ambrosini) potrebbe essere gettato nella mischia in caso di 4-3-1-2, con Seedorf dietro le punte; a sinistra per dare un mano ad Antonini che con l’Ajax ha sofferto troppo.

Se poi non dovesse giocare, allora si accomoderà di nuovo in panchina in attesa dell’ok di Allegri. In silenzio senza protestare; ciò che conta è la squadra, e farsi trovare pronto al momento giusto. “In Nazionale porterei anche le borracce”, disse prima dell’addio in Sudafrica. Conoscendo il suo carattere, se Allegri saprà motivarlo sempre così, avrà un valore aggiunto dentro e fuori dal campo.

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’allenatore del Parma, Pasquale Marino, parla anche della prossima gara di campionato che cedrà i ducali affrontare il Milan: “Come si battono i rossoneri? Posso essere più preciso dopo la partita…Un anticipazione? L’obiettivo è limitare il gioco dei loro uomini di qualità senza snaturarci. Il Parma deve conservare la sua identità. Ibrahimovic? La tattica è semplice: bisogna che non gli arrivi il pallone, altrimenti sono guai. E’ in un momento di forma strepitosa: l’ho visto contro l’Ajax, corre e va a pressare. A che punto è il mio Parma? Dimentichiamo la sconfitta di Firenze e prendiamoci un po’ di tempo: dobbiamo diventare più concreti negli ultimi metri”.

Ibra sta al Milan come Eto’o sta all’Inter. L’equazione non fa una grinza, soprattutto se viene sottoscritta da Massimiliano Allegri dopo un tormentone lungo una settimana in cui si è detto e si è scritto che questo Milan sembra essere Zlatan-dipendente. La qual cosa non deve aver fatto piacere ad alcuni “senatori“ (Seedorf, tanto per fare un esempio) che hanno giustamente e pubblicamente rivendicato il proprio contributo. E allora Parma è certamente il test migliore per dimostrare che i rossoneri, stuzzicati dall’idea di poter balzare in testa alla classifica per ventiquattro ore, non sono aggrappati solo alle qualità di un singolo, ma alla forza di un gruppo.

Concetto che l’allenatore ci tiene a sottolineare snocciolando i nomi di chi potrà giocare e di chi deve sentirsi allertato: «Pato è a disposizione — l’annuncio più importante del mister —. Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe ma è dei nostri. Però ci sono dei dubbi a centrocampo e in difesa, sulla fascia destra. Ibra e Ronaldinho ci saranno, ma ci sono buone possibilità anche per Inzaghi. Zlatan è comunque da valutare, perché un po’ di fastidio (all’adduttore, ndr) ce l’ha».

Ed allora il discorso si sposta sulla presunta Ibradipendenza dei rossoneri: «E’ come affermare che l’Inter è Eto’o dipendente, lo trovo riduttivo. Ibra gioca con noi ed è giusto che faccia gol, se li segna è perché c’è qualcuno che gli permette di farlo. Ora però aspetto i gol di Pato, Inzaghi e Robinho e quelli dei centrocampisti». Dopo aver sottolineato che nessun problema esiste con Seedorf («Con Clarence abbiamo chiarito insieme a tutta la squadra. Il gruppo lavora insieme da due mesi, sta cercando di costruire cose importanti e per farle bisogna cercare di evitare che ci siano malintesi. Seedorf è molto intelligente e la cosa come è nata è morta il giorno dopo»), il tecnico livornese preferisce soffermarsi sulla partita odierna, esaltando la brillantezza e la pericolosità degli emiliani soprattutto nelle gare casalinghe: «La partita — spiega Allegri — è importante perché a livello psicologico un risultato utile garantisce forza e autostima. Alleno campioni che vogliono vincere e costruire qualcosa di importante, sono certo che al Tardini faremo una grande partita».

Gli stimoli del resto non mancano: su tutti quello di poter scavalcare, almeno per una sera, l’Inter capolista e guardare tutti dall’alto verso il basso. Sul fronte opposto Pasquale Marino ha studiato i rossoneri per tutta la settimana e adesso sogna il grande colpo: «Dobbiamo aggredire il Milan in ogni angolo di campo. Cercheremo di sviluppare la manovra come abbiamo sempre fatto ma anche di fare una gara equilibrata già in partenza nella due fasi. Costringere gli avversari a fare la fase difensiva deve essere una nostra prerogativa». Ma le brutte intenzioni degli emiliani non spaventano di certo Allegri e la sua truppa. Con o senza Ibrahimovic questo Milan non può e non deve perdere altri punti per strada se davvero mira allo scudetto. Le lezioni di Cesena e quella casalinga col Catania saranno pur servite a qualcosa…

Josè Fernando Marques è una delle novità del campionato italiano. Un acquisto importante per il Parma, un giocatore che ha subito dimostrato il suo valore conquistando la fiducia di Pasquale Marino. L’esterno spagnolo è uno dei titolari inamovibili per il tecnico gialloblù e a Firenze ha probabilmente accusato un pò di stanchezza, così come molti dei suoi compagni di squadra. “La squadra a Firenze era un pò stanca ed è normale ci fosse poca freschezza fisica, anche perchè il Parma era reduce da due voli in un giorno per la trasferta di Lecce, con rientro alle tre del mattino – spiega lo spagnolo -. Ma già sabato sera, giocare contro il Milan sarà diverso. Nelle ultime partite abbiamo avuto un pò di sfortuna. Io credo che sia importante, soprattutto nel campionato italiano, segnare per primi: così si ha la possibilità di giocare meglio, più liberi mentalmente”.

A Firenze qualche errore di troppo. “Non abbiamo disputato una grande partita – ammette Marques -, ma dobbiamo cercare sempre il lato positivo anche nelle prestazioni negative. Il Milan arriva al momento giusto per dimostrare quanto valiamo. A questo proposito voglio fare un appello a tutti i nostri tifosi: venite allo stadio sabato sera, perchè abbiamo bisogno di voi e del vostro sostegno”. L’ex centrocampista dell’Espanyol sta cominciando a capire la serie A, un torneo diverso rispetto alla “Liga”.

“Nel campionato italiano, spesso chi segna per primo gioca più libero dal punto di vista mentale. Non parlo di arbitri – aggiunge -, ma aver subito cinque rigori in quattro gare, ed essere stati sempre costretti ad inseguire, credo non sia stato molto semplice per noi”. Per Marino è l’esterno destro del tridente del suo Parma che nei giorni scorsi ha perso per infortunio Sebastian Giovinco. Marques e l’ex juventino avevano trovato un buon feeling in campo. “Sebastian è un grande giocatore, ma credo che la squadra abbia tanti calciatori importanti”, si limita ad osservare lo spagnolo.

Le giornate di Champions si sono concluse favorevolmente per le nostre squadre. L’Inter ha travolto con un gioco spettacolare il Werder Brema.

Anche la Roma ha vinto, ma con fatica contro il Cluj, mentre il Milan ha pareggiato in Olanda contro l’Ajax. Due vittorie ed un pareggio sono un buon bottino che può accrescere convinzioni ed autostima. Però non tutto è andato così bene. Gli uomini di Benitez si sono presentati con altro piglio ed organizzazione rispetto alla precedente gara con la Roma.

L’ingresso di Biabiany e Coutinho ha conferito dinamismo ed entusiasmo, così come l’utilizzo di Eto’o al centro ha permesso al camerunese di esprimere tutto il suo potenziale. Mancava Milito, infortunatosi a Roma. Ora il dibattito sta montando e molti critici chiedono perché Eto’o sia «sacrificato» sull’esterno.

Non scordiamoci che Milito è un grandissimo campione e presto supererà la delusione del Mondiale. Penso che un trio composto da Sneijder mezza punta e Milito ed Eto’o punte centrali potrebbe essere una soluzione auspicabile, ma i nerazzurri dovrebbero cambiare modulo e per farlo occorrerebbero più centrocampisti e di valore. Questo credo sia il principale motivo che non permette al bravo Benitez di sperimentare il nuovo modulo.

La Roma ha vinto soffrendo, ma adesso dimostra più determinazione e concentrazione rispetto ad un recente passato. La forma non è ancora ottimale, ma con una motivazione così forte arriverà presto.

Secondo Ranieri il problema maggiore è quello di una squadra non sempre compatta e ordinata, ma forse questo sarà un problema solo in parte risolvibile.

Anche il Milan cerca migliore equilibrio e compattezza. Ad Amsterdam i rossoneri avrebbero anche potuto vincere nel finale sfruttando la grande esperienza e le qualità individuali, ma quante sofferenze contro gli scatenati ragazzi dell’Ajax! Il gioco è stato per lungo tempo in mano ai olandesi, che non ne hanno approfittato per mancanza di esperienza e tasso qualitativo.

Allegri dovrà lavorare e avere molta pazienza per dare un gioco ancora più convincente ed equilibrato. Le caratteristiche e l’età di molti suoi giocatori non prevedono continuità ed intensità di manovra. Il bravo Massimiliano difficilmente riuscirà ad avere una squadra al cento per cento organica e compatta. Per il momento si accontenti di sfruttare al meglio le grandi potenzialità dei suoi numerosi talenti.

Fra questi sta venendo fuori alla grande Ibrahimovic, tornato dalla Spagna bocciato ma con una grande voglia di rivincita. Il giocatore possiede qualità formidabili che non sempre è riuscito ad esprimere compiutamente.

Non è ancora al top della forma, ma se continuerà a dimostrare questa partecipazione, volontà e di saper giocare con e per la squadra a tutto campo e tempo, potrà dimostrare il suo straordinario potenziale con grandi benefici per lui e per il Milan.