Roma, scoppia la grana Vucinic. Inter e Liverpool disposte a prenderlo a gennaio

Pubblicato il 17 Gennaio 2011 - 15:27 OLTRE 6 MESI FA

Mirko Vucinic

Il caso esplode, si fa per dire, al minuto 37 del secondo tempo:  la lavagnetta luminosa dice che deve uscire il giocatore con la maglia numero 9. Mirko Vucinic lo fa, arriva in panchina scuro in volto e scarica la sua rabbia contro la borsa dell’acqua. Poi si siede.

Meno di dieci minuti dopo è tra i più festosi per l’autogol in fuorigioco che lascia una flebilissima speranza alla Roma di poter ancora rientrare in corsa per il titolo. Speranza teorica e matematica, visto lo “spettacolo” che si è visto in campo anche in quel di Cesena.

Il problema, però, non è solo il calcio al borsone. Vucinic è scontento per tanti motivi e lo scatto di nervi di Cesena è solo la punta dell’iceberg. Così del montenegrino si torna a parlare in chiave di mercato, come di un possibile rinforzo per l’Inter. Le scuse al tecnico a mente fredda sono un passaggio obbligato, così come la multa che gli infliggerà la società. Sono passaggi che non risolvono il problema. Per dirle tutte, al momento di lasciare lo stadio, ha sbagliato pullman e per un attimo è salito su quello del Cesena. Lapsus premonitore?

Mettendo gli elementi in fila, in effetti, tutto sembra tornare: innanzitutto c’è lo scontento del giocatore, dovuto essenzialmente a due fattori: un contratto insoddisfacente ed un impiego diventato improvvisamente balbettante. Sul primo punto basta ricordare che Vucinic, a fine mese, si mette in tasca un bel po’ meno di quanto faccia Adriano, quell’Adriano che ieri, dopo 6 mesi, ha fatto il suo primo tiro nello specchio della porta da quando è a Roma, quell’Adriano che è tornato dal Brasile in ritardo e completamente fuori forma.

Sul piano dell’utilizzo decide Claudio Ranieri. Difficile, però, capire i criteri del tenico di Testaccio: la sensazione che diventa quasi una certezza man mano che passano le giornate è che Ranieri ruoti gli attaccanti più per ragioni di equilibri di spogliatoio che per reali esigenze tecniche. Borriello in panchina 81 minuti mentre la Roma non segna grida vendetta. Quanto all’uscita di Vucinic basta leggere la pagella di Sebastiano Vernazza per la Gazzetta dello Sport: “A lungo il migliore del tridente, l’unico capace di far male con tiri e accelerazioni”. Ranieri lo tira via, boh”.

Ma la strada che porterebbe Vucinic a Milano passa anche per altri crocevia. Innanzitutto il viaggio Roma – Appiano Gentile  è una costante del mercato di questi ultimi anni: la strada l’hanno già presa Chivu e Mancini. Percorso inverso, l’ha fatto invece Burdisso. Dallo scorso inverno, è vero, i rapporti si sono un po’ raffreddati ma si può sempre rimediare. Basta un’offerta generosa, alla faccia del Fair Play finanziario voluto da Platini.

Poi c’è la questione banca, la grande anomalia della Roma, “prigioniera” di una cessione che di rinvio in rinvio sembra non arrivare mai. Per rendere il club un po’ più appetitoso, è l’idea che circola, si potrebbe sgravarlo di qualche ingaggio pesante. Che poi la Roma si possa indebolire non è affare di Unicredit.

Difficile, quasi impossibile, che l’affare (per l’Inter) si possa fare a gennaio. A giugno, invece, se ne parlerà eccome. Per Vucinic, intanto, suonano le campane inglesi: a volerlo è il Liverpool, altro club che con la Roma ha già trattato negli anni scorsi.