Serie A, il punto: Juve, scudetto e sogno Champions. E il prossimo anno…

di Renzo Parodi
Pubblicato il 7 Maggio 2015 18:10 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 18:10
Allegri e Marotta festeggiano lo scudetto (foto Lapresse)

Allegri e Marotta festeggiano lo scudetto (foto Lapresse)

ROMA – Fu dunque vera gloria, Juventus, l’alloro colto con imbarazzante anticipo in patria. Ce lo dice la vittoria sul magno Real Madrid, un’impresa anche per il modo in cui è maturata. Il più resta da fare e l’ordalia del Bernabeu chiarirà quanto è davvero cresciuta, in autostima e personalità, la squadra che Allegri, quatto quatto, ha modellato a sua immagine e somiglianza finendo per darsi ragione da sé.

Trovate uno juventino oggi che rimpianga Conte. La vita va avanti: sempre e la lezione sarà servita a tutti. In attesa di conoscere la sorte europea, Marotta è già al lavoro per modellare la Juventus di domani. Sacrificare Pogba per l’astronomica somma di 100 milioni di euro gli darebbe l’agio di rafforzare la squadra in tutti i reparti, il più bisognoso è la difesa, granitica ma anziana. Se va via anche Tevez, bisognerà metter mano ad un alter ego all’altezza. Cavani,. Suarez, Dybala i candidati.

La Roma ha riguadagnato la piazza d’onore battendo un buon Genoa, che resta comunque in corsa per l’Europa piccola con una selva di concorrenti. La Lazio insegue leggermente appannata dopo la rincorsa che l’aveva portata a superare i rivali cittadini. Partita apertissima e snodo cruciale alla penultima giornata col derby del Cupolone. Finale tremendo per la squadra di Pioli, Sampdoria a Marassi, derby e trasferta a Napoli. Il Napoli, già. E’ risorto per l’ennesima volta dalle proprie ceneri, ora insegue addirittura le romane con qualche probabilità di agganciarle, sempre che le fatiche di Coppa (c’è l’osso duro del Dnipro) non prosciughino le energie migliori. Anche la Fiorentina pagherà qualcosa agli impegni europei (affronta il Siviglia in semifinale).

Sciolgo inni e faccio voti affinché la finale di Europa League sia Fiorentina-Napoli, il nostro calcio ha bisogno di qualche gioia. La lotta per l’Europa di domani riguarda anche le genovesi, l’Inter e il Torino, inopinatamente caduto nel posticipo casalingo contro l’Empoli di Sarri, frizzante matricola che non regala nulla a nessuno ed è giusto così. Lunedì prossimo il posticipo di Marassi fra Genoa e Torino chiarirà se il treno conserverà tutti i suoi vagoni. L’Inter ha toppato in casa affrontando il coriaceo Chievo, altra provinciale da battaglia. Mancini profonde ottimismo e dice che andrà a casa della Lazio per vincere. E’ un fatto che l’Inter in trasferta dà il meglio di sé, resta da vedere se il meglio basterà contro una Lazio vergine di impegni extracampionato che recupera due pilastri come De Vrije Biglia. La Sampdoria a Udine rischia un bel po’. Mihajlovic sul piede di partenza (alla fine sarà Napoli, credo) ha destabilizzato involontariamente l’ambiente. La squadra ha perso smalto e sicurezza e il calendario – salvo il Parma a Marassi all’ultima giornata – non è morbidissimo. Trasferte a Udine ed Empoli, sfida in casa contro la Lazio. Anche il Genoa non si divertirà. Dopo il Toro, trasferta a Bergamo, Inter in casa e finale in discesa in trasferta col Sassuolo. Il Toro sta meglio, sulla carta. Dopo Genova, Chievo e Cesena in casa, Milan in trasferta. Possibile l’en plein. Inutile fare tabelle, il calcio riserva sempre impagabili sorprese.

In fondo è tutto quasi deciso. Condannato il Parma, quasi il Cesena, il Cagliari col 4-0 sulla squadra di Donadoni si è tenuto in corsa, ma deve contare su qualche scivolone dell’Atalanta, che domenica gioca a Palermo. Tutte le altre hanno già messo piede sulla terra di mezzo. In salvo.

Postille. La scorsa settimana, in vista del rush finale, avevo lanciato l’allarme arbitraggi. La giornata ha segnalato direzioni di gara abbastanza equanimi con qualche errore fisiologico. Avanti così. Di veleni ne abbiamo aspirati anche troppi.