Festival di Sanremo 2018, classifica big seconda serata: Vanoni, Diodato, Ron in testa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 febbraio 2018 8:37 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 8:37
Classifica big Festival di Sanremo 2018: in testa Ornella Vanoni, Diodato e Ron

Festival di Sanremo 2018, classifica big seconda serata: Vanoni, Diodato, Ron in testa (foto Ansa)

SANREMO – Classifica del Festival di Sanremo secondo i giornalisti alla fine della seconda serata. Claudio Baglioni ha rivelato il posizionamento per fasce dei 10 Big in gara, in base al voto della giuria della sala stampa, che vale per il 30%. Nella zona blu, la più alta, si sono piazzati Diodato e Roy Paci, Ornella Vanoni-Bungaro-Pacifico, Ron. Nella zona gialla, quella di mezzo, ci sono: Le Vibrazioni, Annalisa, Decibel. Infine in quella rossa: Nina Zilli, Elio e Le Storie Tese, Red Canzian, Renzo Rubino.

Ecco le pagelle dell’Ansa della seconda serata del 68/o festival di Sanremo:

CLAUDIO BAGLIONI: Il capitano coraggioso ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo. Confortato dai risultati della prima serata, è più sciolto, più sicuro, più rilassato. E sempre elegantissimo. Abbonda i sermoni, ma non rinuncia a un pizzico di (auto)ironia. Rimane sempre un cantante-cantautore di primo livello, e lo dimostra durante la serata. Ma potrebbe considerare la tv un piano B. VOTO: 8.

MICHELLE HUNZIKER: Bella, bellissima, non sbaglia un colpo nei look. Ha messo un freno alla sua risata e la diretta sembra spaventarla meno. Regina alla tavola del capitano coraggioso Claudio e dell’impavido scudiero Picchio. VOTO: 8.

PIERFRANCESCO FAVINO: Balla (bene), canta (benissimo), fa da “reggimicrofono” a Michelle (impeccabile e sensuale cavaliere). E’ al servizio del festival. E cresce. E’ la vera sorpresa di Sanremo. Chissà che non prenda possesso a tal punto del palco da non volerne più scendere. VOTO: 8.5.

IL VOLO: il teatro Ariston li ama. Dopo aver incoronato i tre ragazzi vincitori dell’edizione 2015 con Grande Amore, la platea per il ritorno a tre anni di distanza, li omaggia con una standing ovation al termine di l’aria Nessun Dorma. Omaggiano Sergio Endrigo con Baglioni (ma la figlia polemizza sui social per non essere stata invitata) e poi duettano nel classico La vita è adesso. Perfetti e impeccabili come sempre. VOTO: 7.5.

PIPPO BAUDO: Viaggio nelle emozioni e nella storia del festival con il Pippo Nazionale che proprio 50 anni fa conduceva la prima delle sue 13 edizioni di Sanremo. Amarcord nostalgico, con la platea dell’Ariston che gli tributa una standing ovation. Dilaga con i suoi ricordi, con i suoi “questo l’ho inventato io” e promette: “ci vediamo l’anno prossimo”. VOTO ALLA CARRIERA: 9.

BIAGIO ANTONACCI: Il cantautore milanese si impegna, ma nel confronto con Baglioni su “Mille giorni di te e di me” esce decisamente sconfitto. Non riesce a raggiungere gli acuti del collega su una canzone decisamente difficile. VOTO: 4.5.

STING: Baglioni gli chiede un omaggio in italiano e lui si avventura nella versione in italiano della sua Mad About You, riadattata da Zucchero e diventata Muoio per te. Nonostante non sia molto comprensibile, a Sting si perdona tutto. VOTO: 7.

SHAGGY: Con Sting sul palco arriva anche Shaggy: insieme hanno dato vita a un progetto comune e cantano Don’t make me wait, dal sapore caraibico. Scarica di ormoni e di adrenalina sul palco dell’Ariston. VOTO: 7.

FRANCA LEOSINI: E poi arriva lei. Lontana anni luce dall’atmosfera patinata, glamour e anche un po’ trash del festival. Gioca a indagare la storia maledetta e ‘pruriginosa’ di Questo Piccolo Grande Amore con Baglioni. VOTO ALL’IRONIA: 8.

ROBERTO VECCHIONI: La classe è classe. Sempre e comunque. Ed è ancor più preziosa quando si accompagna alla sensibilità e all’intelligenza. Peccato non averlo avuto come prof. VOTO 9.

MAGO FOREST: Il mago Forest fa il mago Forest. Tra battute a doppio senso e magie di dubbio gusto. E’ notte fonda ormai e forse se ne poteva fare a meno. VOTO: 5.

LORENZO BAGLIONI – Il congiuntivo: Difficile che non rimanga in mente la canzone originale del giovane omonimo del direttore artistico. Divertente, anche nella scelta del look. VOTO: 6.5.

GIULIA CASIERI – Come stai: la ragazza ha una bella voce, ma il pezzo non sembra mai decollare. VOTO: 6.

MIRKOEILCANE – Stiamo tutti bene: il voto della giuria demoscopica non lo premia, ed è un peccato. Pezzo intenso per tematica e per interpretazione. Il migliore. VOTO: 7.5.

ALICE CAIOLI – Specchi rotti: Brano radiofonico, ma senza anima. Eppure piace alla giuria demoscopica che le regala il primo posto (per ora). VOTO: 6.