Maria De Filippi, i ragazzi di Amici puniti per una canna in hotel?

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2018 9:12 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2018 9:34
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Maria De Filippi (Foto Ansa)

ROMA – Una canna: questo sarebbe il motivo, secondo Rolling Stone Italia, per cui Maria De Filippi ha espulso quattro concorrenti della trasmissione Amici e ha obbligato tutti gli altri a ripulire, di notte, le strade di Roma. Una pena di cui all’inizio non era chiaro il motivo.

Durante la puntata andata in onda sabato 13 gennaio la produzione del programma Mediaset aveva parlato genericamente di “mancato rispetto del regolamento da loro sottoscritto in sede di accesso alla scuola”. Subito, comunque, si era capito che il motivo poteva essere qualche comportamento tipico di molti adolescenti e post-adolescenti, come una bevuta eccessiva. O una canna. E questo era, secondo quanto scrive Giulia Castellini su Rollingstone.it.

Maria De Filippi, intervistata da Chiara Maffioletti per Corriere.it, ha spiegato come è arrivata l’idea di punire i ragazzi mandandoli a pulire, di notte, le strade di Roma: 

“È stata un’iniziativa pensata. I ragazzi che partecipano al talent lasciano la loro famiglia: stanno la maggior parte del tempo nella scuola, poi ci appoggiamo a un albergo che diventa per noi una succursale del programma. Sono ragazzi che si allontanano dai loro genitori e ne sentiamo la responsabilità. Per questo, era giusto insegnare loro il rispetto della disciplina necessaria per il mestiere che vogliono imparare, regole di vita che segue chiunque si ponga un obiettivo. Quando è successo questo casino abbiamo deciso di dare loro una punizione”.

Un casino che, continua la conduttrice, è meglio non descrivere ulteriormente

“perché riguarda ragazzi di 20 anni. E va bene che sono fortunati, che hanno a disposizione lezioni di canto, ballo, assistenza medica, vitto e alloggio e uno stipendietto a fine mese. Ma hanno 20 anni e la televisione resta una grande lente di ingrandimento che può etichettare cose che — se fossero successe in famiglia — sarebbero rimaste in famiglia. Loro si sono rivolti a me per cantare e ballare, non perché racconti quello che è successo, e rispetto questa volontà. Ma con loro, privatamente, sono entrata assolutamente nel dettaglio”.

Si tratta comunque, ha spiegato al Corriere, di una cosa che, se avesse riguardato suo figlio, la avrebbe fatta arrabbiare:

“Infatti mi hanno sentita. Ma quando l’arrabbiatura decanta, arriva l’esigenza di trovare un sistema educativo, anche perché io credo nella rieducazione. Aiutare a pulire le strade, concentrandosi sulle periferie, può trasmettere loro un impegno civico, civile. Raggi si è detta subito molto disponibile. Tutti possiamo sbagliare, ma quando si va oltre, qualcosa si deve fare. Lavorando di notte capiranno il senso di cosa significa farlo. E anche i ragazzi che lo seguono da casa”.