Nomine Rai: Maccari resta al Tg1, Casarin al Gr. Rizzo Nervo si dimette

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 20:08 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2012 20:42

ROMA – Il consiglio di amministrazione della Rai ha dato il via libera alla nomina di Alberto Maccari (che oggi sarebbe dovuto andare in pensione) alla guida del Tg1 e a quella di Alessandro Casarin alla Tgr.

Entrambe le nomine sarebbero passate per cinque voti a quattro. A favore della nomina hanno votato Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Angelo Maria Petroni, Giovanna Bianchi Clerici e Alessio Gorla. Contro si sono espressi il presidente Paolo Garimberti e i consiglieri Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis.

Maccari, che aveva l’interim fino ad oggi, ha accettato un contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre con diritto di recesso per l’azienda.

Le dimissioni di Rizzo Nervo. Dopo la riunione il consigliere Nino Rizzo Nervo si e’ dimesso dal consiglio di amministrazione della Rai. ”Le decisioni assunte oggi dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore generale in merito alle direzioni del TG1 e della TGR mi inducono a rassegnare le dimissioni”. Il consigliere d’amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo,  ha annunciato le sue dimissione con due lettere: al presidente della Rai Paolo Garimberti e al presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli.

”Giudico quanto e’ avvenuto l’ultimo scriteriato atto di una gestione aziendale – scrive a Garimberti – condizionata da logiche di parte che sta spingendo l’azienda verso un rapido declino. Ho piu’ volte denunciato anche in Consiglio la gravita’ della situazione e Ti do atto degli sforzi che hai compiuto in questi anni per preservare l’autonomia delle decisioni e per tutelare gli interessi aziendali”, continua Rizzo Nervo che alla Rai ”di poter presto riconquistare l’autorevolezza e la credibilita’ perdute”.

”E’ stato un gesto meditato e inevitabile anche nella speranza che possa suscitare, come Ella auspicava nei giorni scorsi, ‘un’adeguata riflessione politica e istituzionale’ a tutela del Servizio pubblico radiotelevisivo”. Cosi’ il consigliere Nino Rizzo Nervo spiega le sue dimissioni nella lettera inviata al presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli.

”Le recenti decisioni assunte dal Consiglio di amministrazione a strettissima maggioranza, che hanno visto in dissenso anche il presidente Paolo Garimberti, rappresentano l’ultima e per me insanabile ferita inferta all’autonomia del Servizio pubblico dai condizionamenti asfissianti della politica”, aggiunge. ”La Rai – spiega ancora Rizzo Nervo – e’ stata e continua ad essere una grande azienda che ha contribuito alla crescita socio-culturale del Paese. I professionisti che vi lavorano con competenza, passione e orgoglio non meritano di vederla mortificata e avvilita da logiche partigiane che non hanno raffronto in nessun altro servizio pubblico europeo. I cittadini ai quali e’ richiesto il pagamento di un canone non possono essere lesi nel diritto di avere una televisione pubblica di qualita’, imparziale e autonoma dai partiti”.

”L’attuale delicatezza della situazione economica-finanziaria dell’azienda e l’evoluzione anche tecnologica dei mercati di riferimento impongono, inoltre, scelte strutturali e strategiche tempestive che, pero’, soltanto un vertice indipendente, che non sia continuamente paralizzato da pressioni e veti esterni, puo’ essere in grado di adottare”. Dopo aver ringraziato i componenti della Vigilanza Rizzo Nervo conclude: ”In coscienza ho la presunzione di credere di aver adempiuto al mio dovere di autonomia e indipendenza e penso che nessuno potra’ indicare un comportamento o un atto che non mi siano stati dettati esclusivamente dalla consapevolezza di agire a tutela degli interessi della Rai”.

La reazione di Bersani. ”Non resteremo con le mani in mano. Non staremo di certo fermi davanti a coloro che vogliono vedere distrutta un’azienda pubblica”. Cosi’ il segretario Pd Pier Luigi Bersani commenta la decisione a maggioranza del cda della Rai sulle nomine al Tg1 e al Tgr. Il Pd, alla luce delle nomine oggi nel cda di viale Mazzini, sta pensando ad una mobilitazione nei prossimi giorni. E’ quanto si apprende da fonti del partito.