Maalox, ammoniaca e fionde: le tecniche dei black bloc

Pubblicato il 4 Luglio 2011 10:47 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2011 20:04

infografica Lapresse

VAL DI SUSA – Armati di maalox, ammoniaca, bombe carta e fionde, i “nuovi black bloc” sono tornati protagonisti in Val di Susa, durante le manifestazioni contro la Tav. Francesco Aliberti sul Corriere della Sera e Meo Ponte su Repubblica hanno fatto un ritratto dei protagonisti delle proteste violente di domenica 3 luglio.

Scrive Aliberti che i black bloc non sono combattenti improvvisati, ma sono anzi guerriglieri di professione, che si muovono come se fossero stati addestrati per combattere contro le forze dell’ordine. E sono di conseguenza “armati” in maniera tale da fronteggiare le cariche della polizia: il maalox serve loro per curarsi il mal di stomaco provocato dai lacrimogeni, idem i limoni che vengono applicati sugli occhi. Spiega infatti Aliberti “pastiglie di Maalox per tamponare i conati di vomito provocati dai lacrimogeni. Bottiglie di ammoniaca «per bruciare la pelle allo sbirro»”.

Aliberti fa la cronaca della giornata, dicendo che già dalla mattina si capisce che aria tirerà: “La chiesetta di Sant’Antonio, con il campanile che buca i boschi di Ramats, alle otto e mezzo del mattino già racconta che giornata sarà: chi pulisce la maschera antigas, chi prepara limone e acqua per filtrare il fumo urticante dei candelotti, chi lucida lo scudo, chi arma il lanciarazzi, chi accarezza la ragazza”.

Il gruppo dei cosiddetti antagonisti, prosegue Aliberti, è formato da “centri sociali, anarchici insurrezionalisti, sedicenti rivoluzionari e truci antagonisti. Vengono da Milano, Torino, Padova, Roma, Bologna”. A loro si sono aggiunti almeno “30o black bloc provenienti da Francia, Spagna, Germania e Austria”.

Ponte su Repubblica fa invece l’inventario delle armi usate dai black bloc: “Bottiglie piene di ammoniaca, barattoli di resine incendiarie, bombe carta farcite di bulloni”. Ma “l’arma più usata ieri però è stata la fionda. Ricalcata su quella del biblico Davide (già riesumata d’altronde dai palestinesi nelle Intifade), ieri, caricata con grossi bulloni esagonali, biglie di ferro e grosse pietre, ha mietuto decine di ferite tra i plotoni antisommossa schierati a difesa del perimetro. Sorprendente la sua gittata: un agente della Digos colpito al casco ha avuto due denti spezzati per il contraccolpo della visiera”.