Ebola, Obama abbraccia Nina Pham l’infermiera guarita VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2014 15:11 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2014 15:11
Ebola, Obama abbraccia Nina Pham l'infermiera guarita VIDEO

Ebola, Obama abbraccia Nina Pham l’infermiera guarita VIDEO

NEW YORK – Un abbraccio che vale più di centinaia di appelli e di discorsi. Barack Obama abbraccia Nina Pham,  l’infermiera dimessa perché dichiarata guarita dal virus ebola. Lo fa perché ttutti vedano e capiscano qualcosa può sembrare ovvio ma che ovvio non è: da ebola si può guarire e una volta che si è dichiarati guariti non si è più “appestati”. Un abbraccio anti psicosi, insomma. E negli Usa e non solo ce n’è bisogno.

Una metropoli da otto milioni di abitanti e un giovane medico malato di Ebola: mentre a Washington la prima infermiera contagiata a Dallas viene dichiarata guarita e ha abbracciato il presidente Obama nell’Oval Office, New York stringe i denti dopo il ricovero di Craig Spencer al Bellevue Hospital di Manhattan. Tra attentati terroristici e uragani alla Sandy, la Grande Mela ne ha viste tante: oggi, nel “day after” del suo primo caso di Ebola, tra i newyorchesi non ci sono stati segni di panico. E tuttavia, New York non è Dallas, dove la gente usa l’auto per spostarsi. E’ una città densamente popolata in cui la metropolitana è il mezzo di trasporto quotidiano per milioni. Craig l’aveva presa tre volte la sera prima del ricovero per recarsi a Williamsburg a giocare a bowling. “Non c’è motivo di allarme, Ebola non si prende facilmente” ha detto de Blasio dopo esser sceso anche lui nella subway per assicurare i cittadini che i treni sono sicuri.

Trentatre anni, maratoneta dilettante e una “residence” al prestigioso New York Presbyterian, l’ospedale affiliato alla Columbia University dove sono stati ricoverati anche i Clinton, Spencer è un esperto di medicina di emergenza. In Guinea era andato con Medicins Sans Frontiers, tremila tra medici e infermieri dislocati in West Africa, 13 dei quali sono morti di Ebola. Ha avuto i primi sintomi ieri mattina dopo un paio di giorni di stanchezza fuori dalla norma.

Febbre a 38, disturbi di stomaco: Craig era stato ricoverato d’urgenza al Bellevue, 800 letti, un centro di eccellenza per la cura delle malattie infettive in condizioni stabili. “Parla al telefono”, hanno indicato i medici nel primo bollettino mentre i detective sanitari ricostruivano il cammino del giovane tra Manhattan e Brooklyn: dall’appartamento sulla 147ma Strada fino a Williamburg, passando per un coffee shop e un ristorante sotto la High Line. La fidanzata di Spencer era con lui: è stata messa in isolamento con altri due amici, tutti asintomatici.

Ebola ha una prognosi migliore quando è presa presto, un fattore che potrebbe giocare per il dottor Spencer. Ne sa qualcosa Nina Pham, la prima infermiera contagiata a Dallas dal “paziente zero” Thomas Duncan.