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Sanremo, Antonio Sollazzo e Marino Marsicano minacciano il suicidio (video)

Sanremo, Antonio Sollazzo e Marino Marsicano minacciano il suicidio (video)

Antonio Sollazzo e Marino Marsicano minacciano il suicidio

SANREMO (IMPERIA) – Sono Antonio Sollazzo e Marino Marsicano i due operai campani che hanno minacciato il suicidio dalle transenne sopra il palco del Teatro Ariston nei primi minuti della serata inaugurale del Festival di Sanremo.  

Sollazzo e Marsicano sono due lavoratori del Consorzio di bacino di Napoli e Caserta (Cub), soggetto pubblico che si occupa di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, e sono senza stipendio da sedici mesi, nonostante non abbiano mai smesso di lavorare un giorno.

I due hanno voluto far leggere al conduttore, Fabio Fazio, una lettera in cui raccontavano la loro situazione. Per farlo hanno prima minacciato di gettarsi nel vuoto, finché Fazio non li ha convinti a lasciar cadere il foglio protocollo su cui avevano scritto.

Il conduttore ha riassunto per sommi capi lo scritto, poi lo spettacolo è andato avanti, con l’esibizione di Ligabue che ha cantato Creuza de Ma di Fabrizio De André. Solo dopo Fazio ha letto la lettera:

“Siamo senza stipendio da 16 mesi. Ogni giorno ci rechiamo a lavoro. Siamo in 800 in questa situazione e tra di noi ci sono già stati tre casi di suicidio. Ci scusiamo per lo sgradevole intervento. Restituiteci la nostra dignità”.

Il direttore di rete, Giancarlo Leone, ha spiegato:

“Temevano che Fazio non avrebbe letto la loro lettera, ma poi li abbiamo riaccompagnati in galleria ad ascoltare il conduttore ed erano commossi, avrebbero anche voluto ringraziare”.

A quel punto i due contestatori sono stati accompagnati fuori dall’Ariston, e uscendo hanno gridato: ”

“Veniamo dalla Terra dei Fuochi, siamo senza stipendio da 16 mesi. Fatelo sapere!”.

Insieme a loro c’era anche una donna, Maria Rosaria Pascale, che però ha detto di essere svenuta, così da non essere riuscita a partecipare alla protesta con i due colleghi. Dopo la protesta, gli uomini sono stati portati in questura per la necessaria identificazione.

 

 

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