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Daniela Poggiali, infermiera di Lugo nega: “Complotto contro di me”

RAVENNA – Daniela Poggiali, l’infermiera di Lugo accusata di aver ucciso una paziente e sospettata di altri decessi, nega ogni accusa e afferma di essere vittima di un complotto.

Interrogata la mattina del 13 ottobre dal gip di Ravenna, Rossella Materia, la Poggiali ha negato di aver ucciso i pazienti e ha detto di essere vittima di una sorta di macchinazione, un complotto, creato da persone a cui è invisa che avrebbero creato questo scenario. A chi l’ha vista nei corridori del palazzo di giustizia è parsa rilassata, quasi sorridente.

Quella della macchinazione di altre persone che coverebbero livore nei suoi confronti è di fatto la stessa tesi sostenuta in un altro interrogatorio, quello relativo alla parte dell’inchiesta che riguardava una scia di furti di medicinali, prodotti e oggetti di pazienti, e di cui veniva sospettata.

Per quella vicenda furono chiesti gli arresti domiciliari, ma il gip erogò solo la misura dell’obbligo di firma. La donna fu interrogata anche per l’accusa di vilipendio di cadavere, legata alla foto che si era fatta scattare con una paziente morta) ma in quella occasione invece con la pg si avvalse della facoltà di non rispondere.

Il 13 ottobre nel corridoio del tribunale l’infermiera ha incrociato casualmente un’amica, cui avrebbe detto di non preoccuparsi, sostenendo di non aver fatto nulla di tutto quello che le viene attributo, ribadendo anche a lei la tesi di essere vittima di persone che ce l’avrebbero con lei.


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