Lugo, infermiera fa selfie col cadavere: licenziata e accusata di omicidio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2014 13:10 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2014 13:10
Lugo, infermiera fa selfie col cadavere: licenziata e accusata di omicidio

Lugo, infermiera fa selfie col cadavere: licenziata e accusata di omicidio

LUGO – Ha scattato una foto con il cadavere di un paziente. Un selfie che all’infermiera di Lugo di Romagna è costato il licenziamento da parte della Ausl e un’accusa di omicidio da parte della Procura di Ravenna. L’infermiera, dopo 3 procedimenti disciplinari aperti nei suoi confronti, aveva già subito il dimezzamento dello stipendio.

Davide Marceddu sul Fatto quotidiano scrive:

“La procura della Repubblica di Ravenna continua a lavorare sul caso del presunto assassinio con un’iniezione di potassio di una 78enne lo scorso aprile da parte di una infermiera del piccolo ospedale Umberto I di Lugo di Romagna. Intanto però l’azienda sanitaria di Romagna lunedì 28 luglio ha licenziato la lavoratrice, indagata con la accusa di omicidio volontario per la morte di Rosa Calderoni, la donna diabetica entrata in ospedale per un banale malore e deceduta inspiegabilmente alcuni giorni dopo, l’8 aprile 2014. Durante i primi accertamenti, infatti, i medici trovarono nel sangue dell’anziana una dose anomala della sostanza (il cui composto cloruro è usato anche nelle esecuzioni capitali negli Stati Uniti) e qualcuno all’Ausl iniziò a insospettirsi. Anche perché dall’inizio dell’anno 38 persone (l’80% in più rispetto alla media) erano morte in circostanze poco chiare in quello stesso reparto”.

Dopo i 38 decessi sospetti iniziano le indagini e spunta sul cellulare dell’infermiera indagata una foto macabra:

“nel cellulare dell’indagata un ingegnere informatico incaricato dai magistrati ritrova una foto risalente ai mesi scorsi che ritrae la donna in posa assieme al cadavere di un paziente appena deceduto”.

A raccontare della foto un’altra infermiera, autrice dello scatto:

“Si tratta di due immagini – spiega a fine maggio il procuratore capo di Ravenna Alessandro Mancini, che assieme alla pm Angela Scorza lavora sul caso – e posso assicurare che in tanti anni di carriera di foto scioccanti ne abbiamo viste, ma come queste poche. Stiamo ancora cercando di capire se siano state scattate di fronte a una delle 38 persone decedute per le quali abbiamo sequestrato le cartelle cliniche. Sarà però un lavoro lungo”.

L’infermiera indagata, che nel 2013 era stata accusata di piccoli furti, intanto era stata sospesa prima del licenziamento:

“Infine, dopo mesi, ecco arrivare il licenziamento, dovuto dunque non all’indagine per omicidio (ancora in corso), ma a quei furti (per i quali c’è stato un avviso di conclusione indagini) e a quelle due fotografie, che se anche non configurano un reato fanno aleggiare un vento macabro sul piccolo nosocomio”.

Andrea Des Dorides, direttore generale della Ausl di Romagna, ha commentato:

“A Lugo lavorano 881 persone, 14 mila i ricoveri l’anno: non travolgiamo tutto. Le regole ci sono, il problema è chi non le rispetta. La stragrande maggioranza opera in modo regolare”.

Tra gli indagati per la morte di Rosa Calderoni figurano altre tre persone:

“nel caso di due medici l’ipotesi della procura è quella di omissione di referto; per il terzo indagato, un dirigente amministrativo l’accusa è omissione di atti di ufficio”.