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Fausta Bonino resta in carcere, gip respinge domiciliari

LIVORNO  – Fausta Bonino resta in carcere, gip respinge domiciliari. Il gip di Livorno Antonio Pirato ha deciso oggi sei aprile che l’infermiera Fausta Bonino deve restare in carcere, respingendo la richiesta di scarcerazione e, in subordine, di arresti domiciliari, fatta dalla difesa. Il gip, mancando elementi nuovi rispetto all’ordinanza di custodia cautelare, ha così confermato l’arresto. E’ quanto si apprende dal difensore dell’infermiera, avvocato Cesarina Barghini, che ha annunciato di presentare ricorso al tribunale del riesame di Firenze contro la decisione del gip.

Il ricorso al riesame sarà depositato presso la sezione di Portoferraio, all’isola d’Elba, del tribunale di Livorno, che poi trasmetterà a Firenze l’atto.    “Sottolineeremo il carattere di urgenza del ricorso, poiché Fausta Bonino è in carcere”, ha detto il difensore dell’infermiera accusata di 13 omicidi di pazienti morti in modo anomalo all’ospedale di Piombino (Livorno) tra il 2014 e il 2015. Secondo le accuse Bonino avrebbe ucciso i suoi pazienti iniettandogli intenzionalmente dosi letali di eparina.

“Nel ricorso al riesame – ha proseguito l’avvocato Barghini – metteremo in evidenza i motivi medico scientifici per cui non si può continuare a tenere in carcere la mia assistita”.

Intanto i pubblici ministeri chiedono che siano riesumati otto dei tredici cadaveri che risalirebbero a lei, per avere conferme sulla presenza di eparina o altri farmaci killer. Anche se il numero di morti fatti risalire all’infermiera potrebbe aumentare, perché aumentano i parenti di persone decedute nel nosocomio toscano che sospettano una morte diversa dei propri congiunti, spiega Marco Gasperetti sul Corriere della Sera.

Lei, Fausta Bonino, continua a negare ogni addebito, giura persino sui figli e sul marito, come spiega Gasperetti:

A testa alta, determinata, sicura di sé; mai un momento di smarrimento, mai un attimo di commozione.

Neppure quando ha giurato sui figli e sul marito di non essere lei l’assassina seriale dell’ospedale di Piombino. Chi si aspettava una donna prostrata dal carcere e dalle accuse che l’hanno travolta è rimasto sorpreso. Fausta Bonino, 55 anni, l’infermiera accusata di aver ucciso tredici pazienti iniettando eparina o altri farmaci anticoagulanti, per tre ore ha ribadito con forza e lucidità la propria innocenza. E ha annunciato («quando sarà finito tutto») una querela contro il figlio di una paziente che ha raccontato di averla vista fare un’iniezione alla madre che poco dopo è morta.