Blitz quotidiano
powered by aruba

Salvatore Buzzi: “Caos rifiuti creato ad arte. Vogliono togliere Muraro”

ROMA – Dal carcere di Tolmezzo dove è rinchiuso perché imputato nel processo di “Mafia Capitale”, Salvatore Buzzi parla dell’asre all’Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro. E nega in maniera decisa di aver mai ricevuto alcun tipo di favore da lei. Lo fa attraverso il suo avvocato Alessandro Diddi “perché voglio evitare — chiarisce — di finire anche io stritolato anche per questa vicenda che è perfettamente regolare ma viene strumentalizzata”.

Scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Il riferimento è alle tre telefonate risalenti al 2013 quando Buzzi partecipò alla gara per lo smaltimento dei rifiuti all’estero chiamato dall’allora direttore generale Giovanni Fiscon, anche lui imputato nello stesso processo per corruzione e turbativa d’asta. «Le conversazioni sono agli atti e sono le uniche, il fatto che non ci sia stato nulla di illecito è dimostrato dall’esito della gara: abbiamo perso», assicura Buzzi.Muraro era soltanto una consulente eppure si occupava di gestire le gare. Buzzi non si stupisce: «Mi chiamava per conto del direttore generale Fiscon e mi sollecitava a inviare la documentazione come sempre avviene quando manca qualche certificazione. Non l’avevo mai sentita prima, come si capisce dal messaggio che mi lascia in segreteria».

Il legale ha voluto verificare se oltre alle telefonate, ci sia altro che potrebbe emergere in futuro. Buzzi lo esclude: «Bisognava aprire le buste e quindi lei si occupava di verificare che ci fosse tutto il necessario. Mi chiedeva di integrare la documentazione. Del resto ero stato io a voler partecipare. Inizialmente Fiscon mi disse che non era possibile perché aveva già le aziende segnalate da Daniele Fortini, che all’epoca era il presidente di Federambiente. Poi mi richiamò. Penso che l’abbia fatto perché avevano bisogno di dimostrare che si erano rivolti a diversi ambienti». Nega però che l’insistenza di Muraro potesse avesse un altro fine: «Faceva il suo lavoro, svolgeva le mansioni che le erano state assegnate. È una delle poche persone che non mi ha chiesto soldi o favori». E ancora: «Non sapevo chi fosse e non mi posi il problema. Mi chiamava da parte di Fiscon e io cercavo di assecondare le richieste sperando di ottenere il lavoro. In realtà andò da male. Vinse la Hera, la ditta segnalata da Fortini. Con lei non ho mai più avuto alcun tipo di rapporto. È inutile cercare. Oltre a quelle telefonate non troveranno nulla perché nulla c’è. E infatti mi sembra che gli stessi magistrati non ne abbiano fatto alcun uso. Evidentemente ci sono altri che adesso vogliono utilizzarle».

Gridare al complotto appare quindi fuori luogo, ma Buzzi tira dritto: «So che è così. Io il mondo dei rifiuti lo conosco bene, ho ottenuto numerosi appalti, so come funziona il meccanismo, chi bisogna pagare, quali sono gli interessi in gioco. E sono certo che quest’ultima crisi è stata creata ad arte. L’obiettivo è mettere in crisi la giunta guidata da Virginia Raggi mandando in tilt il sistema per poi far arrivare qualcuno che risolva la situazione. Quanto a Fortini dice il falso: come hanno dimostrato i recenti scioperi dei lavoratori del settore, lui ha risparmiato tagliando gli stipendi degli addetti al servizio di pulizia applicando un contratto collettivo che prevedeva una diminuzione dei salari di circa 400 euro al mese su uno stipendio di poco più di 1.200 euro».

Certo non può negare che anche nel suo caso si creasse l’emergenza per poi dimostrare di poter risolvere il problema. «Se c’erano irregolarità erano nelle procedure per le gare, certamente non nella raccolta. Ora tutto è cambiato: l’interesse primario adesso è togliere di mezzo la Muraro. Sarà indagata e dovrà dimettersi, in questo modo il primo obiettivo sarà raggiunto. Poi si proporrà qualcun altro. Lo dirò ai magistrati perché stiamo preparando un esposto: non posso assistere alla strumentalizzazione di questa vicenda sulla mia pelle».


PER SAPERNE DI PIU'