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No Selfie Zone: Qui è vietato morire per una foto

MUMBAI – Qui è vietato morire per una foto. Si chiamano “no selfie zone”, quindici siti che la polizia di Mumbai ha identificato e dove verrà affisso un esplicito divieto di fotografarsi. Si tratta di spiagge, fortini, scogliere, tutti luoghi suggestivi dove sempre più spesso i turisti vanno a caccia dello scatto spericolato da condividere su Instagram, anche a costo della vita.

La decisione giunge dopo che una settimana fa, proprio a Mumbai, sono morti una ragazza indiana di 18 anni e il suo soccorritore: la giovane aveva provato a scattarsi un selfie sulla spiaggia di Brandra mentre alle sue spalle si infrangevano onde altissime che l’hanno trascinata via.

Simili soluzioni sono state adottate anche in Russia dove il Ministero degli Interni si è visto costretto a pubblicare nuovi segnali di pericolo per indicare il rischio morte: come quello di fotografarsi con una pistola in mano, o sull’orlo di un precipizio, su un tetto, sui binari o con feroci animali selvatici. La stretta è arrivata anche qui, dopo l’ennesimo caso di selfie spericolato: una ragazza di San Pietroburgo era precipitata da un ponte ferroviario alto 30 metri, sempre con lo smartphone alla mano.

Ma di selfie killer ne sono piene le pagine di cronaca. Sempre in India la pratica del selfie spericolato si sta rivelando particolarmente nefasta. Non molto tempo fa, tre persone sono state travolte da treno mentre erano intente a immortalarsi sulle rotaie, mentre altre 7 sono annegate mentre erano in barca per lo stesso motivo. A settembre un turista giapponese è morto precipitando dalle scale del Taj Mahal da dove cercava evidentemente una posa temeraria.

Per non parlare delle pericolosissime mode che scoppiano di volta in volta. A Denver in Colorado orde di turisti cercavano di farsi selfie con gli orsi del parco naturale. Mentre a Pamplona, in Spagna, i selfie sono stati categoricamente vietati durante la corsa dei tori per la città. Così come all’ultimo Tour de France è scoppiato un caso per i turisti che intralciavano la gara per farsi dei selfie al volo con i ciclisti in corsa.

Di seguito una gallery di selfie killer entrati nella storia:

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