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Papà bloccato in Iran 3 anni: non pagava alimenti a figlia

BELLUNO – Papà italiano in Iran a lavorare come chef, si separa dalla sua compagna e non paga gli alimenti alla loro figlia minorenne: trattenuto nel Paese musulmano per tre anni. E’ quanto accaduto ad un cinquantenne di Feltre, in provincia di Belluno. La sua vicenda è raccontata sul Gazzettino da Olivia Bonetti, che scrive:

“L’uomo, imputato per aver violato gli obblighi di assistenza famigliare, ha raccontato la sua storia ieri in aula in tribunale a Belluno. Gli viene contestato di non aver versato i 550 euro dovuti per la figlia minorenne nel periodo da settembre 2012 e maggio 2013.

(…) Tutto inizia a fine 2012. Il 50enne si trasferisce in Iran dove lavora come chef. A causa dell’embargo, non può inviare soldi alla compagna per il mantenimento della figlia. È per questo che fa un accordo verbale con il datore di lavoro: sarà lui a versare direttamente i 550 euro alla donna e poi si faranno i conti.

Qualcosa va storto e quando il 50enne va in Consolato in Iran, a fine 2012, gli viene ritirato il passaporto. I problemi sono due: il procedimento penale (la convivente lo ha denunciato per gli alimenti) e soprattutto il ritiro in Questura del consenso della donna all’espatrio della minore con il papà”.

A quel punto il cinquantenne chiede aiuto ai genitori a Feltre, e suo padre si impegna a versare quanto dovuto alla ex nuora, che ritira la denuncia. Ma il processo va avanti, e così i problemi per il cuoco, che non è potuto rientrare in Italia

 

“anche quando ha ottenuto nuovamente il passaporto: doveva pagare il “debito” con il fisco in Iran. Se fosse ripartito senza pagare le tasse avrebbe rischiato l’arresto.

Ora è finalmente in Italia, dopo aver pagato quanto dovuto all’Iran. Manca ancora un ultimo tassello per chiudere l’incubo: la sentenza che sarà pronunciata il 22 marzo”.


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