Un borgo tra storia e sapori marocchini (www.blitzquotidiano.it)
In Europa, una provincia si distingue per i suoi paesi bianchi che si ergono tra castelli, grotte e scogliere incontaminate.
Queste località, con le loro case imbiancate a calce e le influenze culturali moresche, rappresentano un patrimonio storico e paesaggistico di straordinaria bellezza. L’area è ideale per un viaggio on the road che permette di esplorarle tutte, immergendosi nelle tradizioni andaluse e nella natura selvaggia della Costa de la Luz.
A circa 50 chilometri a sud-est di Cadice, Vejer de la Frontera si presenta come un borgo arroccato su uno sperone roccioso, da cui domina la pianura sottostante e il vicino oceano Atlantico. La sua posizione elevata e le fortificazioni medievali ne fanno una delle tappe più affascinanti della provincia. Le mura e le porte del XV secolo, insieme al castello moresco risalente all’XI secolo, testimoniano la lunga dominazione araba e il ruolo strategico di Vejer nella storia della Reconquista.
Passeggiando nel suo centro storico, si colgono le tracce di un intreccio culturale che unisce elementi gotici e mudéjar, come si osserva nell’Iglesia del Divino Salvador. La cittadina è altresì un paradiso per gli amanti della gastronomia: il Mercado de Abastos, recentemente restaurato, propone tapas tradizionali e innovazioni culinarie accompagnate da sherry di qualità, mentre ristoranti come El Jardín del Califa offrono piatti che fondono sapori marocchini e andalusi, un richiamo alle radici storiche della zona.
Per chi desidera approfondire la conoscenza enogastronomica, sono disponibili tour e lezioni di cucina presso realtà come Annie B’s Spanish Kitchen, che consentono di scoprire le ricette locali e i prodotti stagionali. A pochi chilometri, le spiagge di sabbia dorata di El Palmar e Los Caños de Meca offrono un rifugio ideale per rilassarsi o praticare sport acquatici.
Arcos de la Frontera: la perla dei paesi bianchi
A 75 chilometri a nord di Vejer, sulla cima di una scogliera, si erge Arcos de la Frontera, spesso considerata il simbolo per eccellenza dei pueblos blancos. Con un passato da taifa berbera indipendente e successivamente roccaforte cristiana, Arcos racconta secoli di storia attraverso le sue case bianche, le strette vie e i monumenti imponenti.
Tra i luoghi di maggiore interesse spiccano il castello moresco dell’XI secolo, attualmente non aperto al pubblico, e la Plaza del Cabildo, cuore pulsante della città. Il panorama dal mirador sul fiume Guadalete è spettacolare, così come le visite alle chiese barocche, tra cui la Basílica Menor de Santa María de la Asunción. La tradizione gastronomica si esprime nei vivaci tapas bar, come la Taberna Jóvenes Flamencos, che unisce piatti tipici con tocchi moderni in un ambiente dedicato alla cultura flamenca.

A circa 50 chilometri da Arcos, immersa nel Parque Natural Sierra de Grazalema, si trova Grazalema, un borgo di montagna che combina l’incanto dei paesi bianchi con la bellezza dei paesaggi naturali. Con sentieri escursionistici che si snodano tra abeti spagnoli e vette imponenti, questa località è uno dei principali punti di partenza per esplorazioni nella natura incontaminata. Tra le esperienze più apprezzate vi sono il trekking sul sentiero El Pinsapar e l’ascensione al El Torreón, la vetta più alta della provincia.
Gli amanti dell’avventura possono usufruire di attività come kayak, arrampicata e parapendio, organizzate da operatori specializzati come Horizon. Il paese è rinomato anche per i suoi prodotti locali, quali miele, formaggi e le caratteristiche coperte di lana, esposte nel Museo de Artesanía Textil. La cucina riflette la tradizione montana, con piatti a base di formaggi, chorizo e verdure di stagione, proposti sia nei ristoranti tradizionali come El Torreón, sia in locali più innovativi come La Maroma.
A breve distanza si trova Zahara de la Sierra, arroccata su un promontorio roccioso con un castello del XII secolo e affacciata su un lago turchese. La cittadina, uno dei paesi bianchi più suggestivi di Cadice, è punto di partenza per escursioni emozionanti come quella alla Garganta Verde, una gola profonda abitata da grandi grifoni. Dopo le camminate, Zahara offre ristoranti dove gustare cucina andalusa creativa e i vini locali.
