Furti da migliaia di euro, il mondo delle carte Pokémon e manga nel mirino dei ladri (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Le carte Pokémon, nate negli anni Novanta, sono diventate oggetti da collezione di altissimo valore. Alcuni esemplari rari possono raggiungere cifre milionarie, attirando l’attenzione di ladri, rapinatori e truffatori. Recentemente, una carta Pikachu Illustrator, posseduta dal wrestler e youtuber Logan Paul, è stata venduta per 16.492.000 dollari. Il collezionista l’aveva acquistata nel 2021 per 5,28 milioni di dollari. L’acquirente è stato AJ Scaramucci, figlio dell’ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Anthony Scaramucci. Questi numeri dimostrano quanto il mercato delle carte da gioco collezionabili, tra Pokémon e altri titoli come One Piece, sia diventato estremamente redditizio, ma anche molto rischioso.
I furti in Italia
Anche in Italia i collezionisti sono finiti nel mirino dei criminali. Un imprenditore di Alpignano si è visto svuotare lo zaino con decine di carte Pokémon e One Piece, tra cui Magneton, Nidoking, Alakazam e Mewtwo, per un valore stimato oltre i 20.000 euro. Il furto è avvenuto in un autogrill della provincia di Alessandria, mentre l’imprenditore tornava da Lucca Comics. Secondo gli investigatori, i ladri probabilmente lo avevano seguito. Fortunatamente, l’uomo ha notato online un annuncio in cui venivano vendute le sue carte e ha subito contattato i carabinieri, dando il via a un’indagine decisiva.

L’indagine e i recuperi
Grazie al numero seriale e alla certificazione delle carte, i carabinieri hanno identificato due sospettati: un 27enne residente nel Biellese e un 44enne del Torinese, entrambi incensurati. Dopo perquisizioni autorizzate dalla procura di Alessandria, gran parte della refurtiva è stata recuperata. I due sono stati denunciati per ricettazione. Altri episodi recenti includono un furto in una tabaccheria di Pessinetto e al negozio di CiccioGamer89 nel centro di Torino, mentre nel Lazio un sospettato di furto di carte manga è stato persino gambizzato.
