Il grande attivismo di Putin: offre il petrolio all'Europa, chiama Trump e il presidente iraniano. Questa ennesima Guerra del Golfo la vincerà lui? (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
La guerra che Israele e gli Usa stanno combattendo in Iran dovrebbe preoccupare Vladimir Putin, il grande alleato degli ayatollah. Invece la reazione del leader del Cremlino conferma ancora una volta le capacità camaleontiche di Putin, che appare capace di trasformare in opportunità anche situazioni che dovrebbero svantaggiarlo.
La telefonata Putin-Trump
La dimostrazione arriva dal fatto che il presidente russo si sia subito offerto di aiutare l’Europa fornendo gas e petrolio. L’altro aspetto ancora più chiaro è la telefonata di oltre un’ora avuta con Trump due giorni fa. Fino a quel momento Mosca non si era esposta se non con appelli alla de-escalation, con gli auguri alla nuova Guida Suprema e con la promessa di “una partnership affidabile”.
Putin ha presentato a Trump delle proposte riservate, che quindi almeno per ora non si conoscono, ed ha ribadito la necessità di trovare una “rapida soluzione diplomatica”. I due leader, dopo questa telefonata “costruttiva e aperta”, la prima da due mesi, si sono detti “pronti” a contatti “regolari”.
Insomma Putin sa sfruttare meglio di chiunque altro le situazioni che gli si presentano davanti. Al momento sembra il grande vincitore di questa ennesima Guerra del Golfo guerra da cui Usa e Israele non sanno come uscirne fuori.
Il messaggio a Mojtaba Khamenei
Nel suo messaggio a Mojtaba Khamenei, Putin si è detto sicuro che il nuovo Rahbar “continuerà con onore l’opera di suo padre”, Ali Khamenei, e riuscirà a tenere unito il popolo iraniano di fronte alla “aggressione armata”. Il presidente russo ha anche confermato il “continuo sostegno a Teheran” anche se non è chiaro se esso si sia concretizzato in aiuti militari per far fronte ai raid delle forze di Washington e Israele. Nessuna conferma è venuta da Teheran o da Mosca su presunte informazioni di intelligence che, secondo il Washington Post, i russi fornirebbero agli iraniani per colpire obiettivi militari americani in Medio Oriente. Né alle voci tra gli osservatori militari a Mosca che parlano di consegna di nuovi sistemi di difesa aerea trasferiti a Teheran a partire dalla Guerra dei 12 Giorni del giugno 2025. “Abbiamo un dialogo con i rappresentanti della leadership iraniana e continueremo, senza dubbio, questo dialogo. Questo è tutto ciò che volevo dire su questo argomento”, ha risposto in modo enigmatico il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ai giornalisti che gli chiedevano commenti in proposito.
Il petrolio russo
La nuova guerra e la conseguente impennata dei prezzi dell’energia ha intanto portato una insperata boccata d’ossigeno alle casse di Mosca che negli ultimi mesi aveva mostrato qualche difficoltà nel continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. E consente alla Russia di presentarsi come un elemento di stabilità sui mercati mondiali. “Stiamo aumentando le forniture ai nostri partner affidabili in diverse regioni del mondo”, ha dichiarato Putin. “Continueremo – ha insistito il capo del Cremlino – a fornire petrolio e gas ai Paesi che sono anch’essi partner affidabili. Mi riferisco non soltanto ai partner nell’Asia-Pacifico, ma anche alle nazioni dell’Europa orientale, come la Slovacchia e l’Ungheria”. In attesa di un segnale che con molta probabilità non arriverà dal resto d’Europa.

La telefonata con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian
L’attivismo di Putin non si è fermato alla chiamata con Trump e agli appelli sull’utilizzo del suo petrolio. Il presidente russo ha avuto anche due conversazioni telefoniche in una settimana con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian. Nella seconda telefonata, Putin è tornato ad auspicare una rapida “de-escalation” nel conflitto nel Golfo Persico.
In una nota, il Cremlino ha affermato che “il presidente russo ha confermato la sua posizione fondamentale in favore di una de-escalation il prima possibile e di una soluzione del conflitto attraverso mezzi politici”. Da parte sua, “Pezeshkian ha ringraziato la Russia per il sostegno, in particolare per l’aiuto umanitario all’Iran”, ha aggiunto la presidenza russa.
