Non solo guerra: dai conflitti in Medio Oriente alle vacanze cancellate, il turismo cambia rotta (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Negli ultimi mesi il Medio Oriente è tornato al centro delle tensioni internazionali. La guerra di Gaza continua a generare instabilità, mentre l’Iran è ormai parte attiva dello scontro con Israele, con attacchi e rappresaglie che hanno aumentato la pressione politica e militare in tutta la regione. L’area vive una fase critica, con conseguenze che vanno oltre la dimensione militare, coinvolgendo l’economia, i trasporti e la vita quotidiana.
Il turismo è tra i più colpiti. Dopo l’inizio della guerra, gli arrivi in Israele sono crollati drasticamente e il settore ha registrato perdite per miliardi di dollari. Proiezioni di Tourism Economics indicano che il conflitto potrebbe ridurre i ricavi turistici in Medio Oriente tra 34 e 56 miliardi di dollari, con una diminuzione dei visitatori internazionali compresa tra 23 e 38 milioni. Se la guerra dovesse prolungarsi ulteriormente, il calo previsto degli arrivi sarebbe tra l’11% e il 27%. Questo calo provoca un generale rallentamento dell’economia locale, con gravi ripercussioni per le città che vivono quasi esclusivamente di turismo.
A causa del clima di incertezza, molti viaggiatori preferiscono posticipare la partenza, cancellare le vacanze o cambiare destinazione. Secondo FIAVET, la Federazione delle agenzie di viaggio di Confcommercio, finora sono stati annullati oltre 3.000 pacchetti turistici nell’area. “La perdita di fatturato per il turismo organizzato, in questi giorni, si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro, mentre il totale stimato per il 2026 potrebbe raggiungere 6 miliardi di euro, considerando che ogni anno circa 600.000 italiani visitano il Medio Oriente”, spiega Luana De Angelis, vicepresidente vicaria di FIAVET, intervistata dall’Adnkronos. Se il conflitto dovesse prolungarsi, l’impatto economico potrebbe crescere ulteriormente, soprattutto a causa dei disagi nei collegamenti aerei e dell’incertezza dei viaggiatori.
Allo stesso tempo, il conflitto potrebbe produrre anche un effetto opposto: molti viaggiatori tendono a scegliere destinazioni percepite come più sicure, spostando le proprie vacanze verso Paesi europei come Italia, Grecia o Spagna. In questi casi la crisi in una regione del mondo può portare ad una redistribuzione del turismo a favore delle mete considerate più stabili.
La situazione attuale dimostra quanto la pace e la stabilità siano fondamentali non solo per la sicurezza dei cittadini, ma anche per sostenere il turismo e garantire la ripresa economica delle città fortemente legate al turismo.
