A Mosca si comunica con i walkie talkie. Putin spegne la rete mobile per paura di fare la fine di Khamenei (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Finché necessario”, assicurava (meglio dire minacciava) il portavoce di Putin: stava annunciando le restrizioni, praticamente uno stop, all’accesso libero alle connessioni internet dagli smartphone, in Rusia, a Mosca in particolare.
Interrotta la regolare connessione mobile
Per cui nella capitale, in una imprevista capriola all’indietro sulla macchina del tempo, sono tornati – lo si vede in queste ore – di comune utilizzo i vecchi walkie-talkie per comunicare.

I moderni telefonini non funzionano, il regime ha troppa paura, quando il portavoce Peskov chiamava in causa la necessità del giro di vite per “garantire la sicurezza”, è della sicurezza di Putin e della sua cerchia che in realtà sta parlando.
Visto quello che sta succedendo con le decapitazioni mirate dei vertici politici e militari di stati sovrani (Venezuela, Iran, Libano), i dati della connessione mobile sono diventati a tutti gli effetti strumenti di offesa nella guerra ibrida che sta definendo i rapporti di forza nei conflitti attuali.
Solo app e piattaforme autorizzate dal Cremlino
Il Cremlino non esita per questo a mandare in tilt taxi, bancomat, parchimetri, pagamenti digitali in genere. L’Associated Press riferisce che in molti casi anche le chiamate sono interessate dal blocco.
La stretta avrebbe – citiamo Human Rights Watch e The Guardian – lo scopo di creare una sorta di “white list”, un filtro che renda accessibili solo app e piattaforme legittimate dal nulla osta statale. Il grande orecchio dello Stato vigila e censura.
