Congedi parentali, Roccella: "Madre e padre non sono la stessa cosa. C’è una differenza biologica e su questo non c’è parità che tenga" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
“Tra madre e padre c’è una differenza biologica e su questo non c’è parità che tenga: le donne hanno la gravidanza, il parto, l’allattamento, gli uomini no”. Lo ha dichiarato la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella a “Ping Pong” su Rai Radio 1, parlando del congedo parentale nel giorno della Festa del Papà. “Essere più paritari nella condivisione del lavoro di cura va benissimo, ma non si può partire dall’idea che madri e padri siano esattamente la stessa cosa”. Rivendicato le misure del governo, la ministra ha poi dichiarato: “Abbiamo investito circa un miliardo sui congedi parentali e introdotto tre mesi all’80% del salario, una misura che ha fatto aumentare sia i congedi materni sia quelli paterni. Il punto non è obbligare, ma stimolare un cambiamento anche culturale nella condivisione del lavoro di cura”.
Sportiello: “Impostazione culturale arretrata”
Sul tema, in risposta alle parole della ministra Roccella, è intervenuta la deputata del M5S Gilda Sportiello: “Ancora una volta Eugenia Roccella ha dimostrato di essere la persona sbagliata per ricoprire l’incarico di ministra delle Pari opportunità. A far rabbrividire non è solo il fatto che Roccella mostri di non conoscere la differenza dell’impatto del congedo paritario obbligatorio e del congedo parentale, ma anche e soprattutto che continui a giustificare il peso sproporzionato del carico di cura che grava sulle spalle delle donne, fondandolo sulla differenza biologica tra donna e uomo. Si tratta di un’impostazione culturale arretrata e pericolosissima che continua a giustificare l’oppressione delle donne, spingendole ai margini e alimentando stereotipi dannosissimi”.
Sportiello ha poi sottolineato: “Garantire una maggiore parità nella crescita dei figli non è una gentile concessione del Governo, ma un diritto e un obiettivo già perseguito e raggiunto da moltissimi Paesi europei attraverso politiche avanzate e strumenti concreti. Le parole della ministra sono raccapriccianti e dimostrano quanto sia urgente un cambio di passo reale sulle politiche di pari opportunità e di sostegno alle famiglie, a cominciare dall’introduzione di un congedo paritario e obbligatorio di genitorialità. Se non altro, oggi Roccella ci ha detto chiaramente perché hanno affossato la nostra proposta di legge. È evidente che non era un problema di coperture: loro pensano proprio che le donne debbano restare a casa”.

“Ma quale festa? Vogliamo il congedo paritario”
Intanto, nella giornata di ieri, durante la Festa del Papà, a Roma è andato in scena il flash mob organizzato da Confederazione e associazioni studentesche “per denunciare la recente bocciatura della proposta che avrebbe introdotto una riforma strutturale dei congedi parentali, per rilanciare la richiesta di un congedo di paternità paritario e pienamente retribuito e riportare al centro del dibattito pubblico il tema della condivisione della cura e della genitorialità”. “Ma quale festa?! Vogliamo il congedo paritario”, è la scritta che si legge sul grande striscione che nella giornata di ieri Cgil, Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari hanno srotolato davanti al Colosseo.
“La bocciatura della proposta – commentano le segretarie confederali della Cgil Daniela Barbaresi e Lara Ghiglione – rappresenta una scelta politica grave e precisa, che conferma l’assenza di una visione moderna delle politiche familiari e del welfare nel nostro Paese, e punta a continuare a scaricare il lavoro di cura quasi esclusivamente sulle spalle delle donne, con conseguenze dirette sull’occupazione femminile. Il governo continua a sbandierare slogan su natalità e sostegno alle famiglie, ma nei fatti respinge le riforme strutturali che sarebbero davvero utili e senza le quali l’Italia resterà ancorata a un modello sociale e culturale che produce disuguaglianze e precarietà”.
