(Foto Ansa)
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Un’intera area del basso Adriatico paralizzata, collegamenti interrotti e migliaia di persone bloccate: è questo il bilancio della giornata segnata dal risveglio della frana storica di Petacciato, in Molise, riattivata dal maltempo e capace di “dividere di fatto il Paese in due”.
Tutto è scattato intorno alle 12.30, quando il sistema di monitoraggio installato sul fronte franoso ha rilevato movimenti anomali del terreno. L’alert ha fatto scattare immediatamente la chiusura in via precauzionale dell’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli in entrambe le direzioni, poi estesa anche ad altri tratti, mentre la linea ferroviaria Bari-Pescara è stata interrotta tra Termoli e Montenero di Bisaccia. Secondo quanto emerso, la frana avrebbe provocato lesioni sull’asfalto e deformazioni dei binari fino a una decina di centimetri.
Il traffico è andato rapidamente in tilt, con chilometri di coda e uscite obbligatorie, mentre risultava già compromessa la viabilità ordinaria dopo il crollo del ponte sul Trigno dei giorni scorsi. In poche ore, autostrada, statale 16 e ferrovia sono state contemporaneamente bloccate.
Pesantissimi i disagi per i viaggiatori. Nella stazione di Termoli centinaia di persone sono rimaste in attesa, senza informazioni certe. “Siamo bloccati in stazione a Termoli dalle 12.30. Devo raggiungere Bologna e non sappiamo cosa succederà né quanto tempo dobbiamo attendere”, racconta una studentessa. “Oggi siamo di nuovo fermi in questa zona senza sapere niente, ancora una volta”.
Situazioni simili anche a Vasto-San Salvo e Foggia, dove centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati o costretti a tornare indietro. “Domani devo rientrare al lavoro. L’alternativa è la linea per Roma ma i treni sono tutti pieni”, spiega Daniela, pendolare diretta al nord.
Difficoltà anche nell’organizzazione dei bus sostitutivi. “Il problema è la chiusura anche dell’autostrada e della strada veloce, per cui non è semplice raggiungere Pescara in questa situazione”, ammette un operatore ferroviario.
Sul posto sono in corso verifiche tecniche, mentre le autorità parlano apertamente di emergenza. “Non è semplice intervenire su fenomeni franosi di questa portata”, ha detto il presidente della Regione Molise Francesco Roberti. “La priorità è fronteggiare l’emergenza”.
Ancora più netto il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano: “Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri… finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino. I tempi saranno molto lunghi”.
La frana di Petacciato, una delle più estese d’Europa, è nota da oltre un secolo e si riattiva ciclicamente con piogge intense. Un fenomeno che, come ricordano i geologi, “non si può fermare”: si può solo monitorare e gestire. E oggi, ancora una volta, ha mostrato tutta la sua forza.
