Un calice di vino bianco (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Tutto pronto a Verona. Parte domenica “Vinitaly“, il principale salone internazionale del vino e dei distllati. Dal 12 al 15 aprile i capannoni di “Veronafiere” ospiteranno migliaia di espositori e buyer da tutto il mondo. Focus dominante l’evoluzione del settore, no-alcol e sostenibilità. Sabato 11 aprile ci sarà l’inaugurazione con un evento in piazza Bra denominato “Dentro c’è l’Italia”. Punti salienti un focus sul nord-est (Veneto, Trentino, Friuli Vezia Giulia) e le eccellenze del Made in Italy. Protagonista la Calabria con oltre 110 aziende. Ma tutte le regioni italiane sono rappresentate.
Numeri da record
Oltre 4.000 espositori tra cui produttori di vino, distillati e aziende del comparto Enolitech (espositori specializzati in tecnologia ed accessori). In evidenza i produttori di vino della Toscana, Lombardia, Marche, i vini siciliani (da Pantelleria alle Eolie), le perle del Piemonte e i tanti vitigni autoctoni del Lazio. Non solo Frascati e Cesanese ma spicca anche il Grechetto della Tuscia viterbese. Il Molise presenta quattro DOC, la Basilicata altrettanto. La Campania, terra di autoctoni, presenta un mosaico di grande varietà. La Sardegna, oltre al Cannonau di Barbagia, presenterà i gioielli che sorgono sui sentieri del Carignano.
Vino moltiplicatore di valore
Il ministro Lollobrigida parla chiaro: ”Il vino è una delle colonne portanti del sistema agroalimentare italiano. Rappresenta una sintesi unica di qualità, identità e valore economico. È uno dei prodotti che meglio raccontano l’Italia nel mondo per il legame profondo con i territori, la storia, la biodiversità e il sapere fare. È parte integrante della cucina Italia, riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco. Il vino non è un semplice prodotto ma fa parte della nostra identità, è un ambasciatore naturale del Made in Italy”.
Export, pesa l’incertezza
Dopo un 2024 sopra gli 8 miliardi, l’export italiano 2025 è arretrato del 3,6% per il crollo del mercato USA che ha segnato addirittura un -36%. La battuta d’arresto nel commercio internazionale è dovuta ai dazi. In testa alle esportazioni ci sono i bianchi toscani e siciliani per la crescita, anno su anno; ma il podio dei vini Dop italiani più venduti all’estero sono il Prosecco, i rossi fermi di Toscana e i rossi fermi del Piemonte.
