L'ex governatore del Veneto Luca Zaia (Foto Ansa)
“Le aziende del Veneto stanno toccando con mano, in queste ore, gli effetti pesantissimi dei nuovi dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Il punto decisivo è che il dazio non viene più calcolato soltanto sul valore della materia prima incorporata, ma sull’intero valore del prodotto finito importato. È questo il salto che cambia tutto e che rende la misura devastante per molte realtà manifatturiere venete”. Lo spiega in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
“Sto ricevendo molte segnalazioni e ci sono tanti casi concreti – prosegue Zaia – che le nostre aziende si stanno trovando ad affrontare proprio in questi giorni. Se prima, prendendo ad esempio un ordine da 600mila euro, il dazio era di 100mila perché calcolato sulla sola componente metallica, oggi quello stesso ordine può trovarsi gravato da un prelievo di 300mila euro, arrivando al 50% sul valore complessivo del bene. È evidente che di fronte a un impatto di questa portata il cliente si ferma, l’ordine salta, la trattativa si blocca e l’azienda si ritrova improvvisamente senza certezze. Per alcune imprese venete che esportano verso gli Stati Uniti fino all’80% della propria produzione, una misura di questo tipo può voler dire fermarsi da un giorno all’altro. Vuol dire passare in poche ore da una normale attività produttiva all’incertezza totale. L’Europa deve darsi una mossa subito, ma con intelligenza e senso della realtà. Guai però a rispondere in modo automatico con controdazi di riflesso, perché in quel caso le aziende venete subirebbero un doppio colpo: prima il peso dei dazi americani sulle esportazioni, poi l’aggravamento dei costi e delle tensioni commerciali sul fronte europeo. Sarebbe un errore gravissimo. Serve un confronto serrato con gli Usa e accordi che difendano le nostre aziende, che con il mercato americano hanno da decenni un rapporto di sinergia e collaborazione”, conclude Zaia.
