Pesto alla genovese al supermercato: la classifica del Gambero Rosso (e la sorpresa che nessuno si aspettava) (blitzquotidiano.it)
Davanti al banco frigo del supermercato, tra una decina di vasetti e vaschette di pesto alla genovese, la scelta sembra impossibile. Tutti hanno il verde brillante, tutti promettono basilico fresco, tutti citano la Liguria in qualche modo sull’etichetta. Eppure tra un prodotto e l’altro la differenza può essere abissale, tra un pesto che sa di primavera e uno che sa di olio di semi con un ricordo lontano di erba aromatica.
Per togliere ogni dubbio, il Gambero Rosso, la più autorevole guida enogastronomica italiana, ha messo alla prova 19 pesti freschi da banco frigo in una degustazione rigorosamente alla cieca: nessuna confezione visibile, nessun marchio riconoscibile, solo il contenuto nel piatto davanti a un panel di almeno cinque esperti. Il risultato è una classifica che premia la qualità reale delle materie prime e, soprattutto, ribalta qualche certezza su prezzo e prestigio del brand.
Come funziona la valutazione del Gambero Rosso
Prima di guardare i nomi, vale la pena capire con quale metro sono stati misurati questi prodotti. Il Gambero Rosso utilizza il suo classico sistema di punteggio in Gamberi, da uno a tre, basato su schede organolettiche in centesimi. Un prodotto che ottiene tra 70 e 79 punti riceve un Gambero ed è considerato Buono. Chi arriva tra 80 e 89 ottiene due Gamberi ed è Molto buono. Chi supera i 90 punti conquista i tre Gamberi e la valutazione di Eccellente, il riconoscimento più alto, assegnato raramente.
Tutti e 19 i pesti sono stati assaggiati senza etichetta, per eliminare qualsiasi condizionamento legato alla marca o al prezzo. Solo otto prodotti su diciannove hanno superato la soglia della sufficienza qualitativa e sono stati promossi. Gli altri undici, quasi il 60% dei pesti testati, non hanno convinto gli assaggiatori.
Il vincitore assoluto probabilmente non è quello che pensi
Al vertice della classifica, con il massimo dei Gamberi e una valutazione di Eccellente, si posiziona un nome che molti consumatori probabilmente non hanno ancora in mente quando si fermano al banco frigo: Planet Farms, con il suo Pestooh da 90 grammi al prezzo di 2,84 euro.
Planet Farms è una realtà italiana di agricoltura verticale che coltiva basilico in ambienti controllati, senza pesticidi e con consumi d’acqua ridotti rispetto all’agricoltura tradizionale. Il risultato, secondo gli esperti del Gambero Rosso, è un pesto che esprime una freschezza aromatica superiore agli altri, con un basilico dal profilo pulito e riconoscibile, una struttura equilibrata e una coerenza tra profumo e gusto che lo distingue nettamente dalla concorrenza. Meno di tre euro per il pesto migliore del test: la lezione sul rapporto tra prezzo e qualità, ancora una volta, è quella che sorprende di più.
I promossi con due Gamberi: molto buoni e accessibili
Subito sotto, con due Gamberi e la valutazione di Molto buono, si collocano quattro prodotti che coprono fasce di prezzo e canali di distribuzione molto diversi tra loro — e questa è forse la parte più utile della classifica per orientarsi nella spesa quotidiana.
L’Arte delle Specialità di Todis (120 g, 1,99 euro) è la sorpresa economica della categoria: si tratta di un pesto distribuito nei punti vendita Todis, discount non sempre associato all’eccellenza gastronomica, che però porta in tavola un prodotto cremoso e aromaticamente coerente. La struttura è più morbida e fluida rispetto alla media, una scelta stilistica che privilegia la cremosità rispetto alla granulosità rustica. Le note di formaggio a pasta dura sono protagoniste, con il basilico che si percepisce in modo nitido al palato.
Amo Essere Eccellente di Eurospin (130 g, 1,99 euro) conferma che anche la linea premium del più celebre discount italiano sa fare sul serio. Colore verde stabile, struttura senza separazioni tra olio e parti solide — segno di una lavorazione curata — e un equilibrio aromatico dove l’aglio si mantiene delicato lasciando spazio al basilico. Un prodotto armonioso e molto corretto, a un prezzo che difficilmente lascia spazio a obiezioni.
Terre d’Italia Carrefour (120 g, 3,89 euro) è il prodotto a marchio del distributore francese che si posiziona nella fascia più alta dei Molto buoni per prezzo ma si difende bene sul piano qualitativo, con una materia prima riconoscibile e una buona fedeltà al profilo aromatico del pesto genovese tradizionale.
Biffi 1852 (80 g, 1,99 euro) è forse il nome più conosciuto di questo gruppo tra i consumatori italiani: il marchio milanese con quasi due secoli di storia ha un’identità ben riconoscibile e un prodotto che il panel ha premiato per struttura e coerenza aromatica, pur in un formato più piccolo rispetto agli altri.
I promossi con un Gambero: buoni ma non eccezionali
Nella terza fascia, con un Gambero e valutazione Buono, si trovano tre prodotti che rappresentano un acquisto affidabile senza grandi emozioni.
Fratelli Tempestini (150 g, 1,95 euro) è il più generoso in termini di grammatura tra tutti i promossi, e offre un ottimo rapporto qualità-prezzo nonostante il posizionamento nella fascia più bassa della promozione. Tesori dell’Arca di Pam Panorama (130 g, 2,95 euro) è il pesto dei supermercati Pam e Panorama, corretto e senza difetti evidenti ma privo di quell’identità aromatica distintiva che avrebbe meritato un punteggio più alto. Coop Italia (140 g, 1,85 euro) chiude la lista dei promossi con il prodotto più economico in assoluto dell’intera classifica: il verde brillante e la struttura compatta con pezzi di frutta secca visibili sono stati apprezzati, anche se la complessità aromatica resta nella media.
Cosa guardare sull’etichetta: il vero segreto per non sbagliare

La classifica del Gambero Rosso è di fatto una piccola guida pratica a come orientarsi da soli davanti agli scaffali, indipendentemente dall’ultimo test pubblicato. E il primo strumento è l’etichetta.
Un pesto di qualità ha una lista di ingredienti corta. Molto corta. Basilico, olio extravergine di oliva, Parmigiano Reggiano o Grana Padano, Pecorino, pinoli, aglio, sale: questi sono gli ingredienti del pesto genovese tradizionale, e più la lista si avvicina a questo schema senza aggiunte superflue, migliore è il prodotto. Il primo segnale d’allarme è la presenza di olio di semi, girasole, colza o soia, al posto o in aggiunta all’extravergine: abbassa i costi di produzione ma impoverisce il profilo aromatico e nutrizionale del prodotto in modo significativo.
Il secondo elemento da controllare è la posizione del basilico nella lista: gli ingredienti si dichiarano in ordine decrescente di peso, quindi un pesto in cui il basilico compare dopo l’olio o dopo il formaggio è un prodotto in cui il basilico è, letteralmente, meno presente di quanto ci si aspetti.
Va tenuto presente che nei pesti industriali da banco frigo sono ammesse alcune deroghe rispetto al disciplinare ufficiale del Pesto Genovese DOP: gli anacardi possono sostituire i pinoli, i dosaggi degli ingredienti possono variare, e gli oli possono essere diversi dall’extravergine. Non è necessariamente un difetto, alcuni dei pesti meglio classificati usano anacardi al posto dei pinoli senza che questo penalizzi il risultato finale, ma è un’informazione utile per capire cosa si sta comprando.
Come riconoscere un buon pesto ad occhio (e al naso)
Oltre all’etichetta, ci sono segnali visivi e olfattivi che un consumatore attento può imparare a leggere in pochi secondi anche attraverso il vetro della vaschetta.
Il colore è il primo indicatore: un pesto fresco di qualità ha un verde brillante, vivido, che tende al verde erba. Un colore scuro, tendente al marrone o al verde militare opaco, è quasi sempre indice di ossidazione, basilico trattato male, conservato troppo a lungo o esposto alla luce e al calore. Alcune aziende aggiungono correttori di acidità o antiossidanti per rallentare questo processo, ma la presenza stessa di questi additivi in etichetta è già un segnale che la materia prima da sola non basterebbe a mantenere il colore nel tempo.
La consistenza visibile attraverso il contenitore dice qualcosa sulla lavorazione: una grana non troppo omogenea, con pezzi distinguibili di frutta secca e foglie, indica una lavorazione meno invasiva rispetto a un prodotto completamente omogeneo e cremoso come una mousse industriale. Non è una regola assoluta, anche pesti lisci possono essere ottimi, ma la granulosità è spesso associata a una minore trasformazione e a materie prime di maggiore qualità.
Al naso, aprendo la vaschetta, il basilico deve essere la nota dominante: fresco, erbaceo, con quella leggerissima punta pungente che ricorda il profumo del basilico appena staccato dalla pianta. Se la prima sensazione è di olio pesante, aglio aggressivo o formaggio fermentato, la qualità del basilico è probabilmente bassa o il prodotto è vicino alla scadenza.
Perché il pesto al supermercato è diverso da quello fatto in casa
Un’ultima nota che vale la pena fare per contestualizzare correttamente questa classifica. Il pesto fresco del banco frigo, anche quello eccellente, è strutturalmente diverso dal pesto fatto in casa al mortaio o anche solo al mixer con basilico appena colto. I prodotti industriali devono avere una shelf life di diverse settimane, sopportare la catena del freddo, la distribuzione su scala nazionale e le fluttuazioni di temperatura. Questo impone inevitabilmente lavorazioni e ingredienti che un prodotto artigianale non richiederebbe.
Confrontare il Planet Farms o il Biffi con il pesto della nonna ligure sarebbe quindi ingiusto e fuorviante. Il confronto giusto è interno alla categoria: tra i 19 pesti freschi della grande distribuzione, quale si avvicina di più all’ideale? E su questa domanda, il Gambero Rosso ha risposto con una chiarezza che raramente si vede nelle classifiche di questo tipo, con un vincitore inaspettato, prezzi accessibili tra i migliori e quasi il 60% dei prodotti testati che non ha convinto.
La prossima volta che si apre il frigo del supermercato, sapere cosa cercare fa tutta la differenza.
Fonte: classifica Gambero Rosso sui migliori pesti freschi alla genovese da banco frigo, degustazione alla cieca su 19 prodotti, aprile 2026. I dati sui singoli prodotti, punteggi e prezzi sono riportati sulla base delle informazioni pubblicate da fonti giornalistiche verificate che hanno citato i risultati originali. Per la classifica completa si rimanda a gamberorosso.it.
