Corte Suprema boccia Trump (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
La Corte Suprema boccia Donald Trump sul caso Lisa Cook alla Federal Reserve e sul voto per posta e, rifiutandosi di esaminare l’appello, conferma il verdetto della giuria per abusi sessuali e diffamazione a danno della scrittrice E. Jean Carroll, aprendole la strada al maxi risarcimento di 5 milioni di dollari.
Rafforzato il controllo sulle agenzie federali da parte del presidente
Allo stesso tempo, però, il massimo organismo giurisdizionale e costituzionale Usa rafforza il controllo del presidente sulle agenzie federali con la decisione a maggioranza di 6 giudici contro 3, ribaltando un precedente durato 91 anni che consentiva al Congresso di tutelare determinati funzionari dalla rimozione arbitraria. Per The Donald, come scritto da lui stesso su Truth, si tratta di “una grande vittoria” nell’ottica dell’espansione dei poteri presidenziali sul diritto di licenziare Rebecca Slaughter, commissario della Federal Trade Commission di nomina democratica, figura centrale nell’aspra battaglia per far saltare i vincoli alla sua autorità di revoca degli incarichi. La decisione ha annullato la storica sentenza del 1935 (la ‘Humphrey’s Executor vs United States’), che aveva gettato le basi perché alcune agenzie avessero un grado di indipendenza dalla Casa Bianca in vasti ambiti della vita americana, tra cui controversie sul lavoro, diritti dei dipendenti federali e discriminazioni.

La governatrice della Fed resta al suo posto
La Corte Suprema ha invece consentito alla governatrice della Fed Lisa Cook di restare al suo posto (con una decisione di 5 voti a favore contro 4), tutelandola dai tentativi di licenziamento del tycoon. Il presidente della Corte John Roberts ha redatto la sentenza di maggioranza, a cui hanno aderito il collega conservatore Brett Kavanaugh e i tre giudici liberal Elena Kagan, Sonia Sotomayor e Ketanji Brown Jackson, rilevando che “non solo l’indipendenza effettiva, ma anche l’apparenza di indipendenza è fondamentale per l’assetto della Federal Reserve”. Una difesa, secondo alcuni osservatori, eretta anche a tutela della Corte stessa, nel caso di possibili assalti da parte della Casa Bianca. Il Chief justice, in una nota a piè di pagina, ha precisato che la sentenza non impedisce a Trump di tentare di rimuovere ancora la governatrice per la presunta frode contestatagli sui mutui.
La decisione “ribadisce la necessità di procedimento e motivazione reali” e “riconosce l’indipendenza della Fed” come “essenziale per l’adempimento dei mandati affidati dal Congresso”, ha esultato la stessa Cook. Il tycoon non ha però intenzione di mollare, annunciando l’adozione immediata di imprecisate “misure opportune per garantire che una persona che ha commesso illeciti non prenda decisioni vitali per il benessere degli Stati Uniti d’America!”, ha scritto su Truth.
Valido il voto per posta
Quanto al voto per posta, le schede che arriveranno anche dopo l’Election Day saranno valide se spedite tempestivamente. La decisione (5 contro 4) è arrivata mentre Trump continua la sua battaglia contro il voto via mail, accusato di alimentare le frodi. “Le norme relative al giorno delle elezioni non stabiliscono un termine ultimo per la ricezione delle schede”, ha argomentato la giudice Amy Comey Barrett. “La decisione crea il rischio serio di minare ulteriormente la fiducia dell’opinione pubblica nelle nostre elezioni e nel nostro sistema di autogoverno”, ha replicato il giudice conservatore Samuel Alito, motivando la sua contrarietà su un tema destinato ad alimentare aspre polemiche.
