Tifoso gravemente ferito al derby di Torino, chiesto l'arresto di un poliziotto: ha sparato un lacrimogeno ad altezza uomo (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Non una bottiglia e nemmeno un sasso: sarebbe stato un lacrimogeno in dotazione alla polizia di Stato il “corpo contundente ad alta velocità” che, durante i disordini scoppiati prima del derby Torino-Juventus del 24 maggio scorso, aveva ferito gravemente alla testa il tifoso Marco Leonardo Basoccu, di 36 anni. Ne è convinta la procura di Torino, che ha chiesto al gip gli arresti domiciliari per l’agente del reparto mobile che avrebbe sparato colpevolmente ad altezza uomo. Una modalità contraria a ogni direttiva che ne disciplina l’utilizzo in contesti di ordine pubblico. Lo riporta il quotidiano La Stampa.
Il poliziotto, accusato di lesioni aggravate, è stato sottoposto ieri mattina davanti al giudice all’interrogatorio preventivo, passaggio necessario, introdotto dalla riforma Nordio, prima dell’emissione di una eventuale ordinanza restrittiva della libertà. La decisione del gip è attesa nei prossimi giorni.
Commercialista a Milano, Basoccu – giunto allo stadio su un pullman del gruppo organizzato Viking – era rimasto in coma indotto per diversi giorni e aveva subito un delicato intervento alla calotta cranica, prima di essere dimesso, il 9 giugno scorso, dall’ospedale Molinette. In base alle indagini – riporta ancora La Stampa – Basoccu era stato centrato dall’involucro in acciaio del lacrimogeno, che non si sarebbe aperto liberando i quattro slot in plastica perché sparato da una distanza troppo breve: alcune decine di metri e con traiettoria orizzontale.
I due video che inchiodano l’agente di Polizia
La procura di Torino ha depositato due video ritenuti decisivi per l’identificazione dell’indagato. Le indagini sono state affidate alla squadra mobile, che ha acquisito decine di immagini riprese dai droni della Digos e dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Il ferimento è avvenuto nel pieno degli scontri, intorno alle 17.30, quando il corteo di ultras juventini partito da Mirafiori ha raggiunto l’ala sud dello stadio. Da qui l’assalto al gruppo del tifo organizzato del Torino, confinato dalla Polizia in via Filadelfia. In quei frangenti gli agenti, per fronteggiare l’attacco ai tifosi granata, hanno dovuto sparare oltre 130 lacrimogeni, la maggior parte dei quali rispettando le linee guida, cioè con traiettoria a campanile.

C’è “un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di Polizia in forza al V reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza”. Così il procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, in una nota sulla richiesta di domiciliari per il poliziotto che avrebbe sparato un lacrimogeno ferendo Marco Basoccu. Il ferimento – scrive – è legato alla “esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della polizia di Stato incurante delle possibili gravissime conseguenze”.
All’individuazione del poliziotto indagato, scrive il procuratore, si è giunti “attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della polizia di stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche”. Bombardieri riferisce di una “attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla squadra mobile di Torino coordinata da questa procura della Repubblica”.
