Alla Biennale di Venezia il padiglione russo resta: il Cremlino esprime "gratitudine", Ue taglia i finanziamenti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Il Cremlino ha espresso “gratitudine” alla Biennale di Venezia per avere mantenuto la collaborazione con la Russia e consentito l’apertura del padiglione russo. “Vorrei esprimere gratitudine a coloro che hanno collaborato e continuano a collaborare con i nostri rappresentanti, e congratularmi con loro per il fatto che sono liberi da questa mentalità chiusa che attualmente domina in Europa”, ha affermato il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass, dopo che la Ue ha deciso di interrompere il contributo di due milioni di euro alla Biennale.
“Si può solo esprimere rammarico per il fatto che in altri Paesi continuano i tentativi di annullare la nostra cultura”, ha affermato ancora il portavoce del presidente Vladimir Putin che ha aggiunto: “Alcune manifestazioni della nostra cultura all’estero persistono, ma sono sottoposte a una forte pressione”.

La Ue taglia il finanziamento alla Biennale di Venezia per la presenza del padiglione russo
La presa di posizione del Cremlino è arrivata dopo l’annuncio della Commissione europea sul taglio dei fondi per la Biennale di Venezia a seguito della decisione di riaprire il padiglione russo nell’ultima edizione della manifestazione. L’Ue non ha ancora messo nero su bianco la decisione, ma l’input politico è arrivato e ora si attendono solo i passaggi formali che dovrebbero arrivare in tempi rapidi. Non è bastato il lungo carteggio di maggio e giugno, a cui peraltro l’istituzione culturale ha fatto sapere di aver risposto punto per punto. La vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen ha annunciato su X che il dado è tratto con l’invio della raccomandazione all’Eacea, l’agenzia europea per la Cultura e l’Educazione, di sospendere i finanziamenti da due milioni destinati alla Fondazione. La Biennale, dal canto suo, si dice pronta “a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti”, ma attende una nota tecnica formale prima di procedere.
La vicenda ha provocato negli ultimi mesi aspre polemiche tra la maggioranza, esclusa la Lega, e il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco. Anche il ministro Alessandro Giuli si è schierato contro la scelta di aprire il padiglione russo, che ha portato tra l’altro al ritiro della giuria dell’esposizione. Al ministero non la pensano però tutti allo stesso modo, tanto che la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, esponente del partito guidato da Matteo Salvini, ha preso subito posizione: “Quanto sta accadendo con il caso Biennale è semplicemente inaccettabile. Un organismo politico, l’Unione Europea, raccomanda a un ente tecnico, l’agenzia Eacea, di interrompere i contributi. Prima ancora che venga trovato, nell’eventualità ci fosse, un elemento concreto per giustificare questa decisione. Questa è la fine del diritto, una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia. L’Italia e i suoi luoghi d’arte sono liberi e democratici, non c’è spazio per i ricatti economici di Bruxelles”. Una posizione condivisa dal presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia: “Una decisione inaccettabile. La cultura non si censura e gli artisti non sono soldati. Pieno sostegno a Buttafuoco. Il Governo difenda la Biennale“.
Stessa linea da M5s, che però ha attaccato il governo: “Il ricatto di Bruxelles alla Biennale di Venezia per piegarne l’autonomia è semplicemente vergognoso. Lo stop ai finanziamenti è un’intimidazione politica che un Paese come l’Italia non può e non deve accettare. Meloni, o sei sovranista adesso o cambia mestiere”, ha affermato il capogruppo al Senato Luca Pirondini.
Dal Pd sono arrivate, invece, voci di sostegno all’Ue: “Adesso i filorussi di casa nostra, a destra e sinistra, si riscopriranno patrioti, e difensori della cultura, soprattutto quella di regime andata vergognosamente in scena alla Biennale. Il nazionalismo in salsa Cremlino. Viva la libertà dell’arte, abbasso la propaganda”, ha scritto sui social il senatore Filippo Sensi.
