Bianca Berlinguer “la zarina”: documento di un giornalista Tg1

Pubblicato il 7 Maggio 2011 - 21:19| Aggiornato il 7 Novembre 2011 OLTRE 6 MESI FA

Bianca Berlinguer (Lapresse)

ROMA, 7 MAG – Un documento intitolato ”Libro Bianca – La zarina fa, ma non si dice” che mette insieme una serie di accuse anonime al direttore del Tg3 Bianca Berlinguer circola in Rai, spedito ad un indirizzario molto ampio, dal giornalista del Tg1 Stefano Campagna che si firma come componente dell’Esecutivo Usigrai-L’alternativa. Circola tanto diffusamente in Rai che la stessa Berlinguer interviene per prima a denunciarlo con un comunicato in cui parla di un testo che ”si qualifica da solo, tanto e’ zeppo di accuse maleodoranti nei miei confronti costruite su informazioni totalmente false, scambi di persona e attacchi infamanti a me e alla mia direzione”.

Il direttore del Tg3 non replica perche’ giudica il piano dello scontro ”tanto squallido e umiliante, in primo luogo per chi lo pratica” ma dice di aver informato ”il direttore generale della Rai Lorenza Lei” e di aver dato mandato all’avvocato Grazia Volo ”di tutelare la mia immagine in ogni sede giudiziaria opportuna nei confronti della fonte anonima, se individuata, e di chiunque abbia concorso o concorrera’ alla circolazione di un simile scritto falso e diffamatorio”.

Spiega ancora il direttore che ”l’unico organo preposto a tutelare l’integrita’ del corpo redazionale del Tg3 e’ il suo Cdr, e nessuno puo’ fare le sue veci. Mi limito a far notare che mai nella storia di questa azienda nella quale lavoro da piu’ di vent’anni – aggiunge Bianca Berlinguer – era capitato di assistere ad una tale degenerazione interna del clima tanto piu’ tra chi ha la responsabilita’ di direzione”.

E’ per primo il Comitato di redazione del Tg3 ad intervenire, facendo nome e cognome del collega del Tg1, Stefano Campagna, che ha diffuso il testo di 4-5 pagine in cui si punta il dito contro il direttore, citando una serie di episodi interni alla testata ma entrando anche in scelte di linea editoriale, di promozioni, o in quella della conduzione da parte del direttore del Tg delle 19 e di Linea notte.

”Il CdR del TG3 – spiega la rappresentanza sindacale – non ha bisogno di delegare la tutela sindacale della testata al collega Stefano Campagna del Tg1. La dialettica interna non e’ mai stata segnata da lettere anonime o messaggi omertosi, la nostra tradizione sindacale e culturale ci permette di discutere dei nostri problemi e delle vertenze in atto, mettendo in atto in nostro mandato con il supporto di Fnsi e Usigrai”. Interviene anche l’Usigrai, con il segretario Carlo Verna che spiega che ”Il libro bianco su Minzolini che attende ancora risposte da parte dell’azienda e’ stata un’iniziativa del cdr all’epoca in carica al Tg1 (che si e’ esposto direttamente col proprio Direttore), condivisa da Usigrai ed Fnsi. Tutto alla luce del sole, niente dossier o fonti anonime”.

E aggiunge: ”Vertenze aperte ci sono in quasi tutte le testate e ovviamente anche al Tg3, dove affianchiamo il cdr ogni volta che ci sono ragioni da far valere”, e chiede infine alla Berlinguer ”niente querele le questioni si affrontano in sede aziendale e sindacale”. Solidarieta’ al direttore del Tg3 dal segretario Fnsi Franco Siddi: ”A Bianca Berlinguer un sentimento di vicinanza davanti all’ipotesi di attacchi ‘maleodoranti’ e comunque fuori campo, nella conferma di un rapporto sindacale leale, franco e basato su principi di correttezza umana e civile. E la tutela sindacale dei colleghi sara’ con altrettanta lealta’ e correttezza assicurata da ogni organismo sindacale a cio’ deputato, anche se cio’ forse a qualcuno non piace”.

Solidarieta’ al direttore anche dal Pd: ”La denuncia di Bianca Berlinguer dimostra quanto l’uso di attivita’ di dossieraggio alimentata da anonime bufale si stia diffondendo in questo paese”, sottolinea Matteo Orfini della Segreteria nazionale e responsabile Informazione del Pd.

[A poco più di un mese dalla diffusione del documento, Campagna ha fatto totale marcia indietro,  con una e mail alla Berlinguer in cui tra l’altro scrive: “”Sono profondamente rammaricato del fatto che il testo sia stato pubblicato e soprattutto delle conseguenze diffamatorie che si sono determinate per te, verso la quale come persona e come professionista tengo a ribadire la mia stima e il mio apprezzamento. Per questo, ti porgo le mie incondizionate scuse”.]