News online/ In America gli editori studiano un modello simile all’industria discografica per far pagare tutti

di Giancarlo Usai*
Pubblicato il 17 Giugno 2009 20:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2009 20:33

I giornali americani progettano di seguire l’esempio dell’industria discografica. Per far fronte alla crisi dell’editoria da un lato e al continuo saccheggio di articoli che vari siti online praticano spesso, permettendone all’utente la lettura gratuita, il modello adottato dalla musica potrebbe costituire la soluzione migliore. Ne hanno parlato gli editori a stelle e strisce in un incontro riservato avvenuto a fine maggio a Chicago.

L’idea è quella di utilizzare una società unica che raccoglie le commissioni per tutti, preoccupandosi di amministrare un fondo in cui tutti gli utilizzatori di news altrui dovranno versare i diritti. Il problema, se l’accordo andasse a buon fine, sarà aggirare la severa normativa antitrust. E se appunto fosse solo una la compagnia incaricata di gestire la raccolta dei compensi, tutto il traffico di notizie sulla Rete potrebbe risentirne; di conseguenza, gli stessi lettori sarebbero quelli a dover pagare il prezzo più alto.

Ma in tempo di crisi profonda per i giornali, gli Stati Uniti stanno anche prendendo in considerazione la possibilità di studiare deroghe alle leggi sui media: non è certo un segreto che la Federal Trade Commission, l’organo che ha giurisdizione sul settore, ha già predisposto per l’autunno dei seminari per studiare delle “limitate esenzioni” alle rigide regole americane.

*Scuola di Giornalismo Luiss