Il Pakistan aumenta le sue bombe nucleari (erano 100). I talebani a 150 km dagli arsenali incubo per gli Usa pronti a impadronirsi delle armi atomiche.

Pubblicato il 19 Maggio 2009 12:53 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2009 15:59

Mentre durante l’amministrazione di George Bush il Pakistan ha fatto quello che ha voluto con il suo programma di armamenti nucleari, ora con l’amministrazione di Barack Obama la musica è cambiata e tanto la Casa Bianca quanto il congresso hanno un incubo: che i talebani prima o poi mettano le mani sui siti nucleari di Islamabad e si dotino a tutti gli effetti pratici della bomba con conseguenze inimmaginabili, a quanto scrive il New York Times.

Il nervosismo del Congresso è ulteriormente cresciuto quando nei giorni scorsi il capo degli stati maggiori riuniti, ammiraglio Mike Mullen, durante un resoconto al senato, alla domanda se ritenesse che il Pakistan stia incrementando il suo arsenale nucleare ha risposto con un monosillabo che ha fatto inorridire i senatori: «Sì», è stata la laconica ma eloquente risposta dell’ammiraglio, che sedeva accanto al ministro della Difesa Robert Gates.

L’ammissione dei Mullen non ha fatto che alimentari i timori che parte dei miliardi di dollari che gli Stati Uniti passano al Pakistan per aiuti umanitari e per armamenti convenzionali venga stornata sul nucleare. E più aumentano le bombe di cui dispone Islamabad – secondo i servizi Usa sarebbero un centinaio – più aumentano i timori di Washington che se ne possano impossesare i talebani.

Se gli americani siano a conoscenza dell’ubicazione di tutti i siti nucleari pakistani non è chiaro, perchè Islamabad non ha mai voluto dirglielo, ma si sa che sono concentrati intorno alla capitale, e quando i talebani hanno invaso il distretto di Buner, che da Islamabad dista 90 km, gli strateghi Usa sono entrati in fibrillazione. Un’offensiva militare pakistana tuttora in corso ha in parte respinto i ribelli da Buner, ma le preoccupazioni rimangono, anche perchè la totale fedeltà dei militari al governo non è considerata granitica.

Dopo il «sì» dell’ammiraglio Muller, a turbare i sonni dei responsabilii della politica Usa sono giunte le dichiarazioni di Bruce Riedel, un’analista del think-tank conservatore Brookings Institution, il quale ha avvertito che «il Pakistan ha più terroristi per chilometro quadrato di qualsiasi altro Paese a mondo, e alimenta il suo programma di armamenti nucleari più rapidamente di qualsiasi altro Paese al mondo».

Le esatte dimensioni del buid-up nucleare pakistano non sono completamente note agli Stati Uniti, ma David Albright, presidente dell’Institute for Science and International Security, ha dichiarato al Times: «Sappiamo che sono molto impegnati a costruire altre bombe, anche tramite acquisti del necessario sul mercato nero internazionale». Tutte queste armi, rileva il Times, «si trovano a meno di 150 km da dove l’esercito pakistano sta combattendo contro i talebani».

Beninteso, di fronte a questo genere di pericolo gli Stati Uniti non stanno semplicemente a guardare. Secondo quanto ha rivelato la Fox News, gli americani hanno dislocato in Pakistan un corpo speciale pronto a impossessarsi delle sue armi nucleari e a disattivarle e a nasconderle in località sicure nel caso che i talebani e i terroristi di Al Qaeda tentino di metterci sopra le mani.

Da tempo, la National Security Agency (Nsa), l’occhio elettronico dello spionaggio Usa, e la Cia, il servizio segreto, seguono con i satelliti artificiali gli spostamenti in Pakistan delle testate atomiche lungo le ferrovie e con le rampe mobili di lancio. Il corpo speciale possiede anche le mappe di certi loro depositi, dove scienziati e tecnici americani hanno lavorato segretamente in passato.

Secondo la Fox News, i commandos americani hanno tenuto esercitazioni nel deserto e nelle montagne del Nevada, e sarebbero in grado di sequestrare buona parte dell’intero arsenale pakistano. Alcuni membri dei corpi speciali, dalla Delta force dell’esercito, ai Seals della marina e alla Task Force Orange dell’ intelligence, si troverebbero già nelle aree di frontiera pakistane, dove operano Al Qaeda e i talebani.

Hanno l’ordine di prevenire immediatamente con blitz mirati ogni eventuale tentativo dei guerriglieri e dei terroristi d’impadronirsi degli ordigni di Islamabad.