Papa Benedetto XVI in Medio oriente/ Sbaglia chi condanna le religioni come causa di divisioni

Pubblicato il 9 Maggio 2009 11:40 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2009 15:22

Benedetto XVI ha voluto pubblicamente prendere le distanze da quanti “ritengono che la religione fallisca nella sua pretesa di essere, per sua natura, costruttrice di unita’ e di armonia, un’espressione di comunione fra persone e con Dio”. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Agi.

 “Di fatto – ha rilevato nell’incontro alla moschea di Al-Hussein Bin Talal di Amman con i capi religiosi musulmani, il corpo diplomatico e i rettori delle universita’ giordane – alcuni asseriscono che la religione e’ necessariamente una causa di divisione nel nostro mondo; e per tale ragione affermano che quanto minor attenzione viene data alla religione nella sfera pubblica, tanto meglio e'”.

“Certamente – ha ammesso il Pontefice – il contrasto di tensioni e divisioni fra seguaci di differenti tradizioni religiose, purtroppo, non puo’ essere negato. Tuttavia – ha aggiunto – non si da’ anche il caso che spesso sia la manipolazione ideologica della religione, talvolta a scopi politici, il catalizzatore reale delle tensioni e delle divisioni e non di rado anche delle violenze nella societa’?”.

Per il Papa, “a fronte di tale situazione, in cui gli oppositori della religione cercano non semplicemente di tacitarne la voce ma di sostituirla con la loro, il bisogno che i credenti siano fedeli ai loro principi e alle loro credenze e’ sentito in modo quanto mai acuto”. Per questo, ha rilevato, “la decisione degli educatori giordani come pure dei leader religiosi e civili di far si’ che il volto pubblico della religione rifletta la sua vera natura e’ degna di plauso”.

Ed e’ lodevole anche “il contributo costruttivo della religione ai settori educativo, culturale, sociale e ad altri settori caritativi della societa’ civile”. Tra questi, Papa Ratzinger ha citato “la rinomata opera educativa e di riabilitazione presso il Centro Nostra Signora della Pace, dove cristiani e musulmani stanno trasformando le vite di intere famiglie, assistendole al fine di far si’ che i loro figli disabili possano avere il posto che loro spetta nella societa’”, e l’erigenda Universita’ Cattolica di Madaba – della quale poco prima aveva benedetto la prima pietra – dove giovani musulmani e cristiani, gli uni accanto agli altri, riceveranno i benefici di un’educazione superiore, che li abilitera’ a contribuire validamente allo sviluppo sociale ed economico della loro Nazione”.

“Di gran merito – ha rimarcato – sono pure le numerose iniziative di dialogo inter-religioso sostenute dalla Famiglia Reale e dalla comunita’ diplomatica, talvolta intraprese in collegamento col Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso. Queste comprendono il continuo lavoro degli Istituti Reali per gli Studi Inter-religiosi e per il Pensiero Islamico, l’Amman Message del 2004, l’Amman Interfaith Message del 2005, e la piu’ recente lettera Common Word, che faceva eco ad un tema simile a quello da me trattato nella mia prima Enciclica: il vincolo indistruttibile fra l’amore di Dio e l’amore del prossimo, come pure la contraddizione fondam