Ambiente

Caldo e siccità. Coldiretti: in Russia crolla del 20% la produzione del grano

Crolla del 20 per cento la produzione di grano in Russia per effetto del caldo e della siccità, che hanno costretto Mosca ad estendere il bando alle esportazioni, oltre che al grano e alla farina, anche a riso, orzo, avena e mais per garantirsi adeguate riserve interne. Lo rileva la Coldiretti, sottolineando che mentre nelle capitale russa si soffre per lo smog, nelle campagne si contano i danni provocati dal fuoco e dall’ondata eccezionale di caldo.

La maggioranza delle perdite,  precisa la Coldiretti, sono dovuti alla siccità ma gli incendi che si sono diffusi anche nelle campagne fanno temere ulteriori perdite di produzione. Per far fronte all’emergenza il premier Vladimir Putin si è impegnato a fornire aiuti per 10 miliardi di rubli (335 milioni di dollari) e prestiti per 25 miliardi al settore agricolo.

Dopo il crollo dell’impero sovietico le imprese agricole pubbliche sono state privatizzate con un aumento della produttività che, scrive ancora l’associazione, ha fatto del mercato del grano sovietico un punto di riferimento a livello internazionale anche per gli elevati volumi di esportazione che sono stati pari a 21,4 milioni di tonnellate nel 2009, pari a oltre cinque volte la produzione italiana di grano tenero.

La situazione in Russia ha acceso le speculazioni sul mercato internazionale con l’aumento dei prezzi di mais, orzo, riso e soprattutto del grano che in quasi due mesi è aumentato del 60 per cento facendo registrare il più rapido incremento degli ultimi trenta anni. La chiusura settimanale di venerdì è stata però in calo dell’8 con le quotazioni del grano per consegne a dicembre 2010 che sono scese a 7,54 dollari a bushel (0,21 euro al chilo) al Chicago Board of Trade, dove – conclude la Coldiretti – sono ora puntati gli occhi per la ripesa settimanale delle contrattazioni di lunedì.

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