Ambiente

Caldo. L’Italia divisa in due: in Veneto forti temporali mentre la Sicilia va a fuoco

Mentre gli italiani sono ancora sotto il torchio del caldo, in attesa della svolta metereologica di venerdì prossimo, domenica l’Italia è divisa in due. A Nord il Veneto è stato colpito all’alba da forti temporali, accompagnati da raffiche di vento. Annunciate dalle previsioni, le piogge sono arrivate puntuali poco prima dell’alba e il vento ha creato non pochi danni. Numerose le chiamate giunte ai centralini dei Vigili del fuoco soprattutto nell’area del Veneto orientale e del Trevigiano.

Nell’area di San Donà di Piave molti gli alberi caduti, qualche tetto divelto e sono segnalati anche alcuni contusi. Il fortunale si è abbattuto anche nell’area dove era in corso una festa dedicata alla birra, sempre a San Donà, provocando danni alle strutture. Anche nel Trevigiano segnalati alberi caduti sulle strade.

Sono una cinquantina le richieste di intervento giunte ai vigili del fuoco di Venezia per i danni provocati dai forti temporali, accompagnati da raffiche di vento, delle prime ore di stamani. Lungo il litorale del Veneto orientale sono segnalate diverse cadute di alberi. Verso le 5 di stamani, invece, la capitaneria di porto di Venezia è intervenuta per soccorrere una imbarcazione, con a bordo sei persone, che a causa del vento era finita sugli scogli vicino a Malamocco. Nessun problema per le persone.

Attorno alla stessa ora, al Lido di Venezia, ci sono stati momenti di intenso afflusso agli imbarcaderi dei vaporetti per le tante persone che, sorprese dal maltempo, volevano fare ritorno in città o nella terraferma dopo la notte del Redentore. Anche nelle altre province, molti gli interventi dei vigili del fuoco, sempre per problemi causati dal maltempo. Le temperature, dove le ondate di calore dei giorni scorsi, sono calate di qualche grado.

Il sud invece va a fuoco, nel vero senso della parola. In Sicilia nelle ultime ore sono scoppiati più di 20 incendi. Sotto controllo dall’alba il vastissimorogo divampato sabato pomeriggio alle falde del Monte Erice, a ridosso della cittadina trapanese. Il rogo era scoppiato tra sterpaglie ed alberi e le fiamme avevano raggiunto un fronte di mezzo chilometro. Una situazione preoccupante che aveva indotto la Protezione Civile a sgomberare alcune abitazioni nel timore che il fuoco arrivasse al centro abitato.

Domenica mattina dall’aeroporto trapanese di Birgi si sono levati in volo due Firebox, un elicottero Sierra e tra Canadair che hanno effettuato decine di lanci d’acqua. Da terra, intanto, continuava il lavoro delle squadre della Forestale e di Vigili del fuoco. In tutto sono stati impegnati oltre 130 uomini. In questo momento la situazione sta tornando alla normalità e il pericolo per le abitazioni sembra scongiurato. Non ci sono stati feriti.  Domato, all’alba, anche l’altro vasto incendio scoppiato ieri tra le province di Enna e Palermo. 

Parzialmente domato, invece, l’altro vastissimo incendio scoppiato nell’isola che è arrivato ad interessare i territorio di due province: Palermo ed Enna. Scoppiato a Gangi, nelle Madonie, si è esteso, su due diversi fronti, per chilometri raggiungendo il bosco di Sperlinga e contrada Intronata nell’ennese. Distrutti ettari di macchia mediterranea.

La situazione è rientrata alla normalità nei territori del palermitano, mentre prosegue il lavoro della forestale in provincia di Enna. Le fiamme hanno divorato ettari di vegetazione anche a Castronovo di Sicilia, nel palermitano.

Nel resto della penisola temperature torride soprattutto al centro-sud. La ‘svolta’ reale arriverà invece il prossimo venerdì ”quando cambierà la circolazione atmosferica con correnti marcatamente settentrionali e con una componente orientale, dal centro Europa”. E questo porterà a un abbassamento delle temperature e soprattutto a una ”diminuzione dell’umidità”.

A fare il punto l’esperto dell’Istituto di biometeorologia del Cnr di Firenze (Ibimet), Massimiliano Pasqui. ”C’è una situazione che cambierà già da venerdì a sabato prossimi in direzione opposta – ha detto Pasqui – e durerà circa una settimana”. ”Le prossime 48 ore, quando – ha ricordato Pasqui – con i temporali prima a nord poi verso le zone centrali della Penisola ci sarà una leggera diminuzione della temperatura e avremo due giorni meno torridi e un po’ più gradevoli, non cambiano la sostanza”.

A metà della prossima settimana, infatti, ”ci sarà un rialzo termico”. Invece, ha detto Pasqui, ”a partire già da venerdì prossimo e ragionevolmente fino alla fine di luglio, cambia la circolazione atmosferica con correnti marcatamente settentrionali e con una componente orientale”. Situazione comparabile alla seconda metà di giugno, ha spiegato l’esperto del Cnr, con giornate fresche e temperature nella media o poco al di sotto, e con una ridotta umidità.

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