Venti record, gelo e neve: maltempo in Italia dall’oscillazione artica

Pubblicato il 9 Gennaio 2012 10:38 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2012 10:38

ROMA – Il maltempo che investe la penisola italiana è il frutto dell’incontro tra il vortice atmosferico sul Polo Nord e l’anticiclone sull’Atlantico davanti all’Africa. Forti raffiche di vento hanno raggiunto i 260 chilometri orari in Valle d’aosta, dove i termometri hanno segnato 21 gradi sotto zero in Cervinia. Impianti sciistici chiusi in Alto Adige, sul Monte Bianco e sull’altopiano di Asiago con il pericolo di valanghe che è salito al quinto grado. Un treno deragliato a Lucca e trasporti con i traghetti bloccati con le isole. Danni e disagi destinati a continuare dopo la tregua di temperature sopra la media fino a novembre in Italia. La colpa sarebbe dunque dell’oscillazione artica che ha raggiunto un nuovo valore record dal 1950, molto vicino al record raggiunto nel 2006, portando con sé gelo e maltempo.

Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Ibimet, l’Istituto di biometereologia del Cnr, ha spiegato: “Da due mesi assistevamo ad un intensa azione causata dal vortice polare sull’Europa che provocava maltempo. Però le Alpi e l’anticiclone davanti all’Africa finora ci avevano protetto anche fin troppo, tanto che le temperature sono state clementi, gli eventi meteorologici, pur violenti come quelli di Genova, erano comunque molto localizzati. Così si manifestava, però, un’anomalia termica con un grado in più della media e, come sappiamo, poche erano le precipitazioni in genere e altrettanto scarsa la neve. Negli ultimi due mesi, infatti, abbiamo potuto godere di una condizione climatica particolarmente gradevole e mite, protetti appunto dall’anticiclone e dalla barriera dell’arco alpino”.

Pasqui ha poi aggiunto: “Non siamo certo in grado di spiegare immediatamente la ragione o di stabilire correlazioni con i cambiamenti climatici se ci sono, ma ora il periodo iniziato in novembre, proprio per la sua eccezionalità, sarà oggetto di approfondimenti scientifici per decifrarne i meccanismi. Ci sono stati altri casi significativi negli anni scorsi: ad esempio tra il 2006 e 2007 e tra il 2009 e 2010 che stiamo ancora indagando per la loro eccezionalità. Tutti ricordiamo la scarsità d’acqua della primavera 2007”.