SANITA’: MENO WELFARE MENO SALUTE, TAGLI AUMENTANO MORTI

Pubblicato il 25 Giugno 2010 17:17 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2010 17:22

Non sono solo le medicine e gli ospedali a garantire una buona salute, ma anche gli asili nido e i sussidi di disoccupazione. L’avvertimento ai governi che in tutta Europa si preparano a fare tagli consistenti viene da uno studio pubblicato dal British medical Journal, che dimostra come a più basse spese per lo stato sociale corrispondano più morti per patologie come quelle cardiovascolari o quelle legate all’alcol.

Lo studio ha esaminato le spese per lo stato sociale di 15 paesi dell’Ocse, fra cui l’Italia, correlandole con il numero di morti, tra il 1980 e il 2005. Il nostro paese è risultato tra quelli con la più bassa mortalità e una spesa pro capite maggiore di Gran Bretagna e Spagna e inferiore a Germania, Francia e ai paesi del Nord Europa.

Nell’elenco delle spese erano inclusi servizi come i programmi di aiuto alle famiglie e ai bambini, i sussidi di disoccupazione e l’assistenza ai disabili. L’analisi statistica ha mostrato che all’aumentare della spesa per queste voci di assistenza diminuisce la mortalità generale, ma anche che vale il viceversa.

Per ogni 100 dollari investiti nel welfare, affermano gli autori dell’università di Oxford, la mortalita’ generale cala dell’1,19 per cento. Il rovescio della medaglia è però che 85 euro di tagli ai servizi per singolo cittadino aumentano del 2,4 per cento le morti legate all’alcol, e dell’1,2 per cento quelle per malattie cardiovascolari.

La spiegazione del fenomeno è piuttosto semplice, stando all’articolo: ”Bambini che ricevono una migliore educazione e vivono in ambienti migliori crescono meglio e piu’ sani – scrivono gli autori – allo stesso modo adulti con un lavoro sicuro e paghe ben al di sopra del livello di sussistenza hanno meno probabilita’ di avere stili di vita sbagliati come il fumo o l’alcol, e possono aspettarsi di vivere di piu”’.

Secondo lo studio addirittura l’effetto di tagli alla spesa sociale sulla mortalita’ potrebbero essere ancora maggiori di quelli che si avrebbero tagliando sulla spesa sanitaria: ”Questo studio dimostra che finanziare servizi che promuovono la salute, e non solo l’assistenza sanitaria in senso stretto, ha un grande impatto sull’aspettativa di vita – conclude lo studio – mentre invece abbiamo trovato che ridurre le spese in programmi che non hanno a che fare con la salute come l’esercito o le prigioni non ha nessun effetto. Questa è una dimostrazione del fatto che i tagli alla spesa pubblica ricadono sulla popolazione, e possono costare la vita”.